Cosenza 2016, la guerra di Franco

Franco D'Ambrosio
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Francesco D’Ambrosio, detto Franco, viene da lontano. E’ stato consigliere comunale e poi assessore per pochi mesi nella Giunta guidata da Piero Minutolo. E’ un socialista di lungo corso, un po’ come il giapponese che non si era accorto che la guerra era finita. Dopo tanti anni, nei quali è passato al di là del Campagnano, ricongiungendosi con Cecchino Principe, suo vecchio maestro, ritenta il colpo. Si candida nella santa alleanza di Ciuccione e, per giunta, nella lista di Morrone, uno dei peggiori.

Ritorni a Cosenza dopo 20 anni. Perché?

“Ormai abito qui. Lavoro qui. Qui vivono i miei figli. Ma non è che fai come a Lucio Presta? Va a finire che mi consideri “uno straniero”… No, Cosenza è la mia città e la vedo triste, avvelenata, con un consiglio comunale degradato, a parte ottime eccezioni, ed infatti tre sindaci sono stati cacciati per merito di capipopolo e maneggioni. C’è bisogno di risollevare la qualità istituzionale”.

Anche tu come gli altri. Proponi favole, vivi di sogni….

“Speriamo di no, anche se è difficile far passare messaggi con mille candidati. Ci sono cinquemila persone che chiedono voti fra candidati e parenti prossimi. Ma io spero che alla fine possa prevalere la ragione. Per cinque anni le famiglie cosentine si affideranno agli eletti. Se riflettessero su questo, molte cose cambierebbero.”

Che poi cosa pensa di ottenere D’Ambrosio in una lista che è stata pensata per Luca bambino mio, il gemello più astuto di Ennio il “mammasantissima”, ancora non lo ha spiegato. D’Ambrosio è un politico atipico, ncazzusu, irruento, ma sa parlare, è dotato di una dialettica accattivante, coinvolgente. Tanti lo ricordano nelle infuocate sedute del Consiglio Comunale, ai tempi di Cam-Tele 3. Arringava come una furia, anche allora, ma adesso, diciamolo francamente, ci ha deluso candidandosi con Ciuccione e nella lista delle cliniche e della famiglia Morrone.

Cosa c’entri tu con Verdini, Morrone, Ciuccione….non eri socialista?

“Sono socialista e non cambio idea. Ho accettato l’invito di un vecchio socialista come Ennio Morrone che non mi ha chiesto di rinunciare alle mie idee ed alle mie battaglie. Se lo avesse fatto non avrei accettato. Non sono nella lista del PSI, benché sia guidata da un carissimo amico e compagno come Franz Caruso che stimo ed al quale voglio bene, perché io non mi riconosco in certi metodi. Comunque, anche per questo mi candido. Per svelenire il confronto politico e per contribuire a due grandi idee che mi affascinano da sempre: la città unica con Rende e Castrolibero e per un Ospedale che sia umano, efficiente e moderno. Comunque è difficile. Oggi per fare politica ci vogliono soldi e sostegni dei potenti ed io non ho nè gli uni e né gli altri. Speriamo bene”.