Cosenza 2016: Lucio Presta, non scherzare col fuoco (di Gianni Colistro)

Lucio Presta da oggi è in città per una settimana
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Ma Lucio Presta lo vuol fare il sindaco di Cosenza?

Se davvero lo vuole fare, non può scherzare col fuoco.

Ho già scritto, in un precedente articolo, che se vuole sedersi sulla poltrona di Palazzo dei Bruzii deve smarcarsi dal PD e correre da solo con una lista composta da gente fidata. Non deve avere nessuna fiducia in Renzi perché come tutti i politici italiani deve dire bugie. Ed è infatti una fandonia quando si lascia andare ad una frase ad effetto, ma che puzza un miglio di falso: ”Caro Presta hai vinto tu”. Perché è una buggeratura. Il Presidente del consiglio (anticostituzionale perché non è stato eletto dal popolo, d’altronde come Monti e Letta), sa benissimo che nel PD cosentino c’è un caos peggio del mondo quando Dio lo ha creato. E sa bene che se Presta si getta nella mischia col PD, anche se magari formalmente non presenta nessun candidato, rischia di fare la fine di Paolini e Perugini nel 2011.

Lucio Presta correndo da solo ha la possibilità di vincere le elezioni perché raccoglierebbe diversi voti dagli insoddisfatti di sinistra e di destra.

Perché in Forza Italia non è che si dormano sonni tranquilli. Basta dire che niente di meno si punta sulla venuta a Cosenza di Berlusconi, che è finito da tempo e il suo carisma è morto e sepolto.

Ma c’è un altro punto che ritengo importantissimo in favore di Presta.

La fallimentare amministrazione di Occhiuto che ha distrutto Cosenza rendendo la città invivibile e non funzionale. Aveva preannunciato un programma. Che per dovere di cronaca voglio ricordare agli smemorati. La rivalutazione della stazione di Vaglio Lise e la realizzazione della metropolitana Cosenza – Università della Calabria. L’opera non avrebbe avuto un costo gravoso perché esistono i binari. La strada di Gergeri col ponte di Calatrava. E invece che ti fa questo signore? Chiude e smantella Piazza Fera facendo costruire un mausoleo inservibile reso ancora più orripilante dalle statue che egli vuole sovrapporgli.

Ha chiuso le maggiori strade di Cosenza e alcune le ha ristrette, dimostrando che non è un architetto. Ha fatto a pezzi le più belle piazze cittadine, S. Teresa e Piazza Loreto. Non ci sono più parcheggi e guidare la macchina è praticamente impossibile. E ancora la raccolta dell’immondizia porta a porta con la città sommersa dai sacchetti e con un lavoro terrificante da parte dei netturbini. E lo sterco dei cani che inonda la città, senza che questo signore, sotto lo schiaffo di ambientalisti, ecologisti, animalisti e salutisti, batta ciglio.

Ultima perla (perché il signor Occhiuto occupa, inspiegabilmente, anche la carica di presidente della Provincia, cose che accadono solo in Italia): ha deciso con l’unanimità dei consiglieri provinciali, di ridimensionare le scuole del cosentino accorpando vari istituti con grave nocumento per gli studenti.

Il signor Occhiuto, che non si informa su nulla, va avanti a testa bassa senza rendersi conto di niente. Altrimenti avrebbe saputo che alcuni anni fa, quando conducevo la rassegna stampa in una televisione locale, è stato organizzato un dibattito inerente proprio questo delicatissimo problema. E i partecipanti si sono trovati d’accordo nel soprassedere perché per alcuni studenti le difficoltà di raggiungere la sede sarebbero state tali che avrebbero dovuto abbandonare la scuola.

Ma ad Occhiuto che gliene frega? Basta che sta bene lui gli altri possono anche crepare. La battuta di Alberto Sordi nel Marchese del Grillo può essere messa benissimo in bocca a Mario Occhiuto. “Io sono io e voi non siete un cazzo”! Presta, solo tu lo puoi fermare.

Gianni Colistro