Cosenza 2016: ma come si fa ad andare a votare?

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Se ci fosse una classe politica seria e dedita all’impegno a favore dei cittadini, a Cosenza, la prima cosa che farebbe è quella di chiedere lumi ai vertici del governo sull’opportunità o meno di andare al voto nella nostra città.

Perché quella in atto tutto pare, tranne che una campagna elettorale. Come si fa a parlare di politica e programmi, nella situazione in cui ci troviamo? Sembra tutto surreale.

La gente è confusa, clienti e peones a parte, e non sa come comportarsi. La grave situazione della città sotto il profilo della legalità è sotto gli occhi di tutti: chini si aza primo a matina fa le regole, e intasca illecitamente denaro pubblico. Questo succede da sempre.

Ma negli ultimi 10 anni l’attività di ladrocinio a danno dei cittadini si è intensificata. Toccando punte di corruzione che hanno superato l’Everest. Mai come adesso la corruzione è chiara ed evidente.

Tutto messo nero su bianco sia dalla stampa che dalle procure: sono patrimonio collettivo di conoscenza di tutti i cittadini le varie inchieste in corso sia della procura ordinaria di Cosenza che quelle condotte dalla DDA di Catanzaro.

Si sa tutto: chi è coinvolto e chi è implicato, chi ha intrallazzo e chi ha coperto traffici e illegalità, chi ha comprato voti e chi ha favorito mafiosi. Tutti sanno tutto. Anche mia nonna che non legge Iacchite’.

Nelle strade, nei supermercati, nei luoghi di lavoro, nelle sedi di partito, non si parla d’altro. Perché in queste inchieste, ed è questo il punto, sono implicati candidati a sindaco, consiglieri, ex assessori, dirigenti comunali, poliziotti, avvocati, giudici. L’intero arco “istituzionale” locale è totalmente coinvolto.

Come si fa ad esprimere un preferenza in queste condizioni? Quello che serve è fare chiarezza prima del voto. E non saranno certo gli intrallazzatori coinvolti, tipo Occhiuto, a chiedere che ciò avvenga. Per fare questo servirebbe una coscienza civica e politica ai livelli che so, di un Pertini, di un Berlinguer. Personaggi lontano anni luce dai nostri politici che al massimo possono aspirare ad un paragone con Mastella, Berlusconi, D’Alema, Craxi.

Ma noi a Cosenza, in Calabria, non siamo fortunati, a rappresentarci sono proprio coloro i quali hanno saccheggiato la nostra terra di ogni risorsa disponibile col solo scopo di accumulare ricchezza per se e i propri sodali.

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Dei Cetto Laqualunque in carne ed ossa, purtroppo. Figuriamoci se questi si impegnano a chiedere al governo una verifica di opportunità sul voto amministrativo a Cosenza. Sarebbe come dire al ministro: senti potresti accelerare le inchieste su di noi?

Voi capite che la situazione è tragica, ed il rispetto della stato verso i cittadini di Cosenza è pari a zero. Non gliene frega niente al ministro Orlando di Cosenza, quello che conta per lui è piazzare un suo uomo, e se questi è un ladro matricolato, non è un problema suo, ma dei cosentini. E’ questo il senso dello stato che dimostrano. Oppure chiedere lumi ad Alfano, altro ammatassato. Vi immaginate il ministro dell’Interno che chiede una verifica sulla condotta del cinghiale, o dei suoi protetti a Cosenza? Impossibile. Si difendono l’uno con l’altro.

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Ancora peggio chiedere aiuto alla magistratura, che sul tema della politica corrotta e dei colletti bianchi traffichini, tira fuori tutto l’armamentario garantista possibile ed immaginabile, e se non ci arrivano con questo una scusa ad hoc, per rinviare, la trovano lo stesso.

Cosa che non vale per molti cittadini a Cosenza, che sono finiti in galera per molto meno e spesso con indagini inventate. Siamo soli. Nessuno ci dà una mano. Sarebbe giusto ribellarsi a questa situazione, ma i marpioni sono già in giro da mesi e continuano imperterriti a promettere assunzioni e a distribuire elemosine per tenere buona la gente. Che nelle elezioni vedono un momento favorevole per risolvere qualche problemino di bolletta e di spesa. E poco si curano se poi il candidato che voteranno risulterà un mafioso. Questo passa in secondo piano.

Noi cosentini siamo sempre per l’uovo oggi, piuttosto che la gallina domani: potremmo non arrivarci a domani. Insomma la situazione oramai la conoscete tutti, e sembra veramente paradossale che nessuno ne parli. Nessuno che dica che fine faranno queste inchieste: saranno insabbiate, andranno avanti? Mah, da noi la Giustizia è un terno al lotto. Difficile prevederlo.

Ma per come vanno le cose da noi, la possibilità che tutto venga insabbiato è alta. Non c’è possibilità di Giustizia per noi. Dobbiamo assistere in silenzio al sistematico saccheggio delle casse comunali senza parlare. Altrimenti in galera è probabile ci finisca chi denuncia i fatti.

La situazione è grave, ma c’è chi vuole farla passare come una fantasia di qualche giornalista. Ma le carte parlano chiaro questa volta. Tutto è uscito fuori, nessuno si è inventato niente. Tant’è che La DDA di Catanzaro, attraverso un’intervista del dottor Luberto, ha confermato l’esistenza di questa inchiesta, così come ha fatto la procura di Cosenza, nella persona della dottoressa Manzini, confermando l’inchiesta del suo ufficio sugli affidamenti diretti dell’amministrazione Occhiuto.

Ora a questi chiedo: voi che avete condotto le indagini e sapete dell’esistenza di questi reati a carico dei candidati a sindaco, come potete dormire sonni tranquilli, mandando la gente alle urne per far rivotare le stesse persone? Non sentite il peso della coscienza e del dovere verso i cittadini? Non pensate che sia utile fermare tutto e chiarire, prima di far esprimere il popolo? Lo so che queste cose non competono a voi, ma qui la politica, come ho già detto, ha rinunciato al suo ruolo. Dato che sono quasi tutti invischiati in affari loschi. Non troveremo mai un solo politico disposto a porre queste domande pubblicamente al governo.

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Neanche chi dice di essere diverso, tipo i due senatori Morra e Molinari. Anche loro si sono adeguati all’andazzo, segno evidente che il “potere logora chi ce l’ha”, in questo caso. Non si metterebbero mai contro i loro colleghi. Anche per loro vale il detto cane non mangia cane. Oltre alla pavidità che li contraddistingue.

Questa è la nostra situazione. Se si arriverà al voto, in queste situazione, vorrà dire che non esiste nessuno stato, nessuna Legge da noi. E che siamo destinati a subire ancora una volta angherie e abusi nel silenzio indifferente della politica. Che da noi ha truvatu na vigna ca un ti dico.

GdD