Cosenza 2016, Mario Occhiuto sotto assedio

Advertising

Mario Occhiuto sta toccando con mano che la pacchia è finita.

Quattro anni e mezzo di governo senza opposizione, nel corso dei quali ha potuto fare le peggiori porcherie e far mangiare amici, conoscenti e mafiosi in maniera da prepararsi con cura quasi scientifica la (ri)elezione, evidentemente lo avevano abituato male.

Ma qualcosa è andato storto in questi difficili e perversi meccanismi e così, ad uno ad uno, tutti gli amici, palesi e occulti, della sua consiliatura, finanche lo stesso livello mafioso, adesso gli si sono rivoltati contro. E, soprattutto, gli hanno rivoltato contro la magistratura e le autorità.

Il dibattito mandato in onda ieri dalla RAI (orario peggiore delle 13,10 non si poteva trovare?) ha chiarito che per Occhiuto non solo non c’è tregua ma i giorni ormai sono contati. Perché non è possibile che un commissario prefettizio non sciolga, da qui a qualche giorno, il nodo della sua pressoché certa ineleggibilità causa… debiti pregressi. Perché non è possibile che una Direzione distrettuale antimafia non persegua reati dei quali sono ormai a conoscenza tutti e perché, dulcis in fundo, anche una procura-porto delle nebbie come quella di Cosenza prima o poi non potrà che prendere atto che Occhiuto è come minimo un truffatore.

Occhiuto è così sprovveduto che non ha neanche un piano per difendersi. L’unica, davvero patetica al limite del grottesco, che lo difende è Jole Santelli, ma, al di là di qualche “patto” e di qualche “concerto” per Marcello Pera, Cesare Previti e Silvio Berlusconi, la povera Jole non può andare e l’atteggiamento del resto di Forza Italia, che se ne fotte altamente di tenere il sacco ad Occhiuto, è indicativo di quanto sia stato scaricato.

E se Paolini riesuma documenti imbarazzanti sulla mole di lavoro dei dirigenti nelle giornate di agosto, Guccione (che in tutti questi anni l’ha sempre ignorato) ha apostrofato a muso duro il cazzaro della nostra città e gli ha detto in faccia quello che si sta preparando per lui.

“Avevi pensato che non sarebbe finita così?” gli ha detto sotto il suo “muso di vecchia” sempre più cadente. E appena l’ha visto “riminiarsi” sulla sedia l’ha inchiodato ripetendogli un paio di volte “Sei nervoso?”. Occhiuto è sbiancato e ha cominciato a farfugliare nel suo sempre più improbabile italiano reso ancora più ridicolo dai difetti di pronuncia che gli legano la lingua.

Ormai non ci crede neanche lui che lo fanno arrivare al 5 giugno. E non ci sarà nessuno a stracciarsi capelli e vesti. Forse solo Jole, novella “Maddalena”…

Un pensiero finale per quel massone mascherato di Gustavo Coscarelli. Il suo atteggiamento da ignavo dantesco ha colpito molte persone. Si può essere conniventi col sistema in mille modi ma quelli di questo personaggio sono veramente disarmanti. Ma non si vergogna il senatore Morra a presentare questo soggetto a persone che si professano “grilline”?