Cosenza 2016: Occhiuto, Presta e il Tg 1

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Non vorrei riminiare nel torbido, ma una cosa ancora non mi quadra. E vorrei farla quadrare per completare un puzzle che da tempo, giornalisticamente, tentiamo di comporre.

Il quadro è relativo all’assetto politico che va formandosi in città a ridosso di quelle che saranno le elezioni amministrative più al vetriolo che la città di Cosenza abbia mai avuto. I presupposti ci sono tutti.

Un sindaco uscente circondato da una serie di inchieste giudiziarie che lo costringeranno a non potersi più ricandidare. Tante ne ha combinate. Ha già ricevuto un avviso di garanzia per peculato, nonostante lo neghi. Com’è sua consuetudine. Ed è in attesa dell’arrivo in Comune della DDA, impegnata a raccogliere le ultime dichiarazioni del nuovo pentito cosentino oltre ai Foggetti. Dall’altra parte una lotta cruenta tra potentati politici del PD che dalla “perestroika avviata da Renzi” non vogliono restare fuori.

Ognuno cerca di conservare privilegi e rendite di posizione. Ma non c’è spazio per tutti. Qualcuno cadrà. I cinquestelle non usciranno mai dalle loro paranoie legalitarie, esasperate e portate all’estremo. Il loro risultato elettorale è già scritto: tanto è se riusciranno a prendere un consigliere.

L’area che fa riferimento alla sinistra, alle associazioni, ai movimenti non ha trovato ancora una sintesi, difficilmente la troverà.

C’è poi tutto il variegato mondo degli intellettuali, delle fronde e dei cespugli di questo o quel partitino, delle liste e listine civiche che, come sempre, si adegueranno a seconda delle proprie convenienze: puntando sul cavallo vincente.

gerry scotti e presta

E per finire irrompe, nel già devastato panorama politico cittadino, un outsider che nessuno si aspettava: Lucio Presta. Una candidatura condivisa dalla maggioranza del PD locale e da tutto l’establishment renziano.

In tutto questo, va avanti già da qualche mese (in coincidenza con l’apertura del nostro giornale) una campagna elettorale ufficiosa, che come dicevo si è presentata da subito senza esclusioni di colpi.

Quello che non mi quadra è questo: all’indomani del servizio del TG1 su uno dei tanti imbrogli di Occhiuto, le luminarie di Natale, il sindaco indice una conferenza stampa dove tenta di spiegare con le solite cazzate l’inspiegabile.

Nicola Morra
Nicola Morra

Dopo una introduzione in cui prova a chiarire, o meglio dove scarica le responsabilità sui dirigenti in merito agli affidamenti diretti (perché Occhiuto sa dall’avviso di garanzia ricevuto che l’inchiesta è molto più ampia e non si ferma alle sole luminarie), lancia un’ accusa diretta a chi secondo lui è il regista occulto della messa in onda del servizio Rai che lo sputtana: Nicola Morra, senatore pentastellato.

Occhiuto sostiene che il potente senatore, forte della presidenza di un suo collega, Roberto Fico, a presidente della commissione che vigila sulla Rai, abbia ordito il tranello. Facendo passare, la notizia al TG 1.

Ovviamente, il potente senatore Morra ha replicato subito a questo assurdo. Ora, non voglio difendere Morra, verso il quale non nutro simpatia politica, ma mi chiedo e vi chiedo: perché Occhiuto lo accusa? Questo non mi quadra.

Occhiuto sa benissimo che non può essere stato il senatore pentastellato a chiedere al direttore del TG 1 di mandare in onda quel servizio perché, Morra, non ha questa forza né semmai avesse voluto, Fico si sarebbe prestato. Troppo rischioso per lui. E poi va detto, non rientra nel loro agire politico comportarsi così, simpatia o meno per i 5 stelle.

Allora chi è stato ad ordinare il pacco al sindaco? Alcuni dicono che è solo libera espressione di cronaca del giornalista. Ma a questo non crede neanche mia nipote di 2 anni. E’ chiaro che il servizio è forzato. Dunque la regia, e su questo Occhiuto ha visto bene, anche se ha volutamente sbagliato nome, è per forza politica. E chi è allo stato così potente da chiedere al direttore del TG 1 di confezionare la palata ad Occhiuto? Un suo avversario, si capisce. E chi è l’avversario più quotato di Occhiuto alle prossime elezioni amministrative? Lucio Presta. Un ci vo zingara…

ocv

Lo so io, lo sa il direttore del TG 1, lo sa Renzi, e lo sa anche Occhiuto. Chi meglio di Presta ha le giuste conoscenze in Rai? Senza contare che con Renzi si chiamano un giorno sì e l’altro pure. Nessuno. Presta non solo organizza il palinsesto Rai, ma è colui il quale sta dando un “aiuto” al suo amicone Matteo a riformare la tv pubblica. Gli sarà bastato fare un cenno al direttore del TG 1 ed eccolo subito accontentato.

Francamente come si possa accusare Morra, quando hai un bel Presta lì davanti a te con il cerino in mano, questo, pensateci bene, desta necessariamente sospetto. Ecco perché non ho capito bene come mai Occhiuto, sapendo bene che è stato Presta a fargli u pedi i gadrru, decide di accusare Morra.

Quale strategia si cela dietro questa finta accusa? Certo, va considerato che Occhiuto è bugiardo patologico, e per natura non dice mai la verità, ma qui non ha senso, ammesso che nelle cose di Occhiuto ce ne sia, mistificare come piace fare a lui. Il messaggio è chiaro e “lucido”, qualcuno deve averglielo suggerito, e lui sapendo di mentire, si è attenuto al piano facendo il nome di Morra. Non so darmi una spiegazione sul perché Occhiuto abbia agito cosi. Come mai, avendo l’occasione di mettere alle corde il suo principale avversario, Occhiuto decide di salvarlo? Poteva accusarlo di questa scorrettezza, eppure si è guardato bene dal fare il suo nome. Devo necessariamente sciogliere questo nodo, altrimenti il mio quadro non sarà completo.

P.S. chi sa parli. O chi può mi aiuti.

GdD