Cosenza 2016, Presta dice no alle primarie del PD

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“Lucio Presta sin dal primo momento si è fatto forte di un suo ragionamento basato sul civismo. Almeno così si è presentato allo stampa. Più volte ha sottolineato che da questa strada non si torna indietro. E se il suo parlare corrisponde a quello che realmente pensa sarà difficile che Presta possa raccogliere l’invito fatto dal consigliere Giuseppe Mazzuca di partecipare alle primarie”.

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Così scrivevo ieri, e così è stato. Presta non molla e rilancia: «Io vado avanti per la mia strada. Non è cambiato nulla dopo la direzione nazionale del Partito democratico». Il manager che ha deciso di darsi alla politica non viene meno alla sua parola e si sgancia dal carrozzone, ribadendo la sua totale autonomia.

Ha tracciato la sua strada, così come spiegato in conferenza stampa, e da lì non svia. Del resto di ‘mmiscarsi con questi del PD proprio non gli conviene. Così come dovrà fare attenzione alle composizione delle liste degli alleati che già si sono dichiarati. Ne va della sua credibilità.

Senza tenere conto che dopo questa sua dichiarazione è arrivata l’ora che ci spieghi qual è il suo programma per la città. Siamo curiosi di sapere che pesce è. Del resto strumenti per “misurarlo” non ce ne sono, almeno dal punto di vista politico. E dobbiamo necessariamente affidarci alle sue parole.

Mi sa che gli tocca uscire dalla penombra ed iniziare, così come aveva annunciato prima delle vacanze di Natale, a “girare” la città. C’è bisogno che fornisca ai cittadini indicazioni chiare e precise su chi è (politicamente parlando) e cosa vuole fare. Con chi intende allearsi e con chi no. Quali sono i suoi valori e su quali principi intende fondare la sua azione politica.

Ci aspettiamo questo, ora, dal candidato Presta dopo questa dichiarazione. Una conseguenza che ci pare logica. Se non ora quando? Del resto, stando, a ciò che dice nella sua comunicazione, le primarie restano un problema tutto interno al PD, a cui lui non è iscritto né intende farlo, per cui può parlare liberamente senza vincoli di “partito” o di coalizione. A maggior ragione adesso che ha chiaramente detto di non voler partecipare alle primarie.

paolini cipparrone

Primarie di cui, all’oggi, a parlarne sono solo Paolini e Cipparrone. Entrambi non del PD. Anche se bisogna dire che Paolini si trova una tessera del PD in tasca da qualche mese, spinto ad iscriversi dall’allora battagliera (a nonna) Madame Fifì che pensava, prima che il quadro politico locale mutasse, di strumentalizzarlo per gli affari suoi. Difatti appena capita l’antifona, Madame Fifì, non ci ha pensato su due volte a scaricarlo.

Ovviamente Paolini si mmucca sempre tutto, nonostante tutte le prese in giro che ha subito in questi anni da questi marpioni del PD. Malgrado ciò Paolini ci casca sempre. Enzo, te lo dico ancora una volta (l’ho scritto tante volte): tu non potrai mai essere il candidato del PD. Conzaticci. Le PRIMARIE DEL PD A COSENZA NON SI FARANNO.

E semmai ciò dovesse accadere, tu non sarai della partita. Se sei così convinto della tua forza elettorale, 14 liste, fai come ha fatto Presta, vai per la tua strada. Insieme al consigliere Cipparrone e misuratevi, democraticamente, come piace dire a Giovanni, con i vostri avversari.

La verità è che fuori dalle grazie del PD, la tua forza elettorale si riduce a qualche centinaio di voti. In poche parole: Enzo, non ti fila nessuno, né puoi pensare di influenzare il PD. La tua aspirazione penso possa chiudersi qui. L’unica cosa che puoi fare, se accetti un consiglio, è cercare di ridurre il danno.

A conferma che nessuno del PD parla di primarie, tranne Cipparrone, vi pongo una domanda: avete sentito finora qualche pezzotto locale del PD dire CHIARAMENTE si alle primarie, con tanto di macchina organizzativa, e candidati reali, pronta a partire? Non dite Marco Ambrogio perché non vale. Lui si è già accodato. Infatti la mattina ha firmato un documento in cui diceva che voleva le primarie, poi ha ricevuto una telefonata, e il pomeriggio si è dissociato dal suo comunicato della mattina. Un arlecchino.

L’affermazione senza se e senza ma di Presta, di partecipare alla competizione elettorale per la carica di sindaco, ma non alle primarie, mette, ora, in serie difficoltà il PD: non ha un candidato, né può fare le primarie, sempre per mancanza di “concorrenti”.

gazebo pd

Un guaio serio, che io senza offesa avevo già previsto, e che riporta la discussione, dentro il PD locale, all’anno zero. Né può pensare di contrapporre, qualora qualcuno dovesse tirare fuori dal cilindro il candidato magico, un proprio candidato a Presta. Sarebbe come darla vinta al centrodestra che senza Occhiuto è sicuramente perdente, a tavolino. O come recita un famoso spot: fargliela vincere facile facile, nonostante un candidato (del centrodestra) di facciata su cui non punta nessuno. O quantomeno farlo arrivare ad un ballottaggio. Poi si vede.

Vedremo ora come i segretari di circolo del PD si comporteranno.

Ora vedrete che il PD si aggrapperà all’unica cosa che sa fare: contrattare qualche posticino. Cercheranno di sicuro qualche contatto con Presta per capire qual è la sua disponibilità a stringere un patto elettorale, in cambio di posti in giunta.

Cosa che faranno sicuramente anche gli altri alleati. Vedi cinghiale. Sarà questo il prossimo banco di prova per Presta: si renderà disponibile ad una lottizzazione della giunta qualora dovesse raggiungere l’obbiettivo di vincere le elezioni? Questi sono patti che nella politica si fanno prima. E non si possono certo ammucciare. Da qui ognuno potrà trarre le proprie conseguenze sulla coerenza o meno, o su eventuali interessi o meno del manager prestato alla politica.

GdD