Cosenza 2016, riammessa la lista (debolissima) del Cinghiale

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I fratelli Cinghiale riammessi alle elezioni di Cosenza. Il Consiglio di Stato ha infatti riammesso la lista “Cosenza Popolare”, ribaltando così la prima pronuncia del Tar.
La formazione a sostegno del candidato sindaco Enzo Paolini era stata ricusata dalla commissione elettorale di Palazzo dei Bruzi.

Una decisione contro la quale gli avvocati dei Cinghiali avevano subito presentato ricorso davanti al Tar, che aveva rigettato l’istanza. Ora la nuova decisione del Consiglio di Stato, che rimette in pista i principali alleati di Paolini.

La lista, di per se, non contiene neanche un cristiano con il cognome “Gentile” (non c’è neanche Katya) ed è veramente molto debole al di là dei soliti Massimo Lo Gullo e Franco Perri, ma si sa come sono i Cinghiali: vogliono partecipare sempre e tenere i piedi in tante più scarpe possibili. Metodi vecchi come il cucco e come… i Cinghiali.

Tornando al merito, il Consiglio di Stato ha dato ragione al legale della lista, Giovanni Spataro, secondo cui all’origine dell’esclusione c’è un «errore formale, poiché i candidati nel produrre la dichiarazione attestante l’insussistenza delle ipotesi di incandidabilità hanno fatto riferimento all’articolo 58 Testo unico enti locali (abrogato) anziché all’articolo 10 della legge Severino».

Secondo il legale, «la sanzione prevista dalla legge Severino, ovvero la cancellazione della lista, si ha solo nel caso in cui manca la dichiarazione prescritta dalla legge. Nel nostro caso, volendo superare il primo punto si può affermare che la nostra documentazione era incompleta ma comunque era stata presentata».