Cosenza 2016, se lo dice il Cinghiale ci potete credere

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«Registriamo, nello stesso tempo, che parteciperanno alla competizione elettorale liste zeppe di personaggi squalificati che ammorbano l’aria democratica della città, mentre le istituzioni preposte al controllo fingono di non vedere. Questa è una città (Cosenza) ammalata, che viene infangata ogni giorno da connivenze, reticenze ed atteggiamenti omertosi che fanno grande la zona grigia e determinano un arretramento costante della parte laboriosa ed onesta della comunità»

Questa dichiarazione circola già da ieri, ma sfidiamo chi ancora non l’ha letta ad indovinare chi è l’esternatore: Iacchite’, un magistrato, un no global, don Ciotti, il dottor Gratteri, l’antimafia, un politico onesto, un prete coraggioso, un sindacalista vero?

Non ci crederete mai, ma a pronunciare queste parole è stato il cinghiale.

Sì, avete capito bene, il cinghiale. Il capostipite di ogni ’mmualico a Cosenza. Uno che si è fatto, insieme al fratello, con i voti dalle mafia a partire dagli anni 80. Non esiste intrallazzo che non abbia origine con loro. Hanno fatto di tutto e di più.

Hanno le mani in pasta dappertutto: sanità e lavori pubblici, su tutto. Maestri di sotterfugi e tranelli. Fanno chiova e scampà a Cusenza.

Eppure, nonostante tutti conoscono il loro percorso politico, fatto solo di schifezze, si permettono di dare del “ladro” agli altri. Ma dico io come si fa?

Ci vuole veramente una faccia di pietra per dire le cose che hanno appena detto. Ma da noi nessuno ci fa caso. Anche i cinghiali possono passare tranquillamente per gente onesta. Tanto nella logica del meno peggio, ognuno si giustifica come gli pare, anche dando dell’onesto al cinghiale. E con questo ho detto tutto.

Non ho altro da aggiungere, se non una ultima riflessione: per dire queste parole il cinghiale, come sosteniamo da tempo, sa che tra poco molti dei candidati saranno incastagnati, e dunque fuori dalla competizione elettorale.

Per cui, alla luce di quello che deve avvenire, e di quello che si scoprirà sui candidati, gli unici onesti, nel panorama politico cosentino, alla fine risultano loro, i cinghiali. Che di fatto, nonostante ne abbiano combinate di tutti i colori non sono mai stati né inquisiti, né indagati. I più puliti, per intenderci. E che te lo dico a fare. Questa è Cosenza.

GdD