Cosenza 2016: si vota o no?

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E’ iniziato il countdown. Siamo a meno 9. Che sono i giorni che separano i cosentini dal recarsi alle urne. Siamo chiamati a scegliere il sindaco come in molte altre citta italiane giorno 5 giugno. Da noi i candidati sono 5: Formisani, Guccione, Occhiuto, Paolini, Coscarelli. Sono più di due settimane che gli sfidanti, da quando è entrata nel vivo questa strana campagna elettorale, si affrontano a singolar tenzone. Senza esclusioni di colpi. E come accade nei migliori tornei ognuno tifa per la propria casata. Già, perché è di casate che parliamo a Cosenza. Che nulla ovviamente hanno a che vedere con la democrazia e il libero voto.

Tutti conosciamo le famiglie politiche che ci sono dietro ogni candidato: i Cinghiali, Madame Fifì, Morrone, Mancini, gli indebitati degli Occhiuto, la zimma dei Guccioni, gli interessi di Paolini. Persino Formisani dietro le quinte si porta dietro gruppi familistici di vecchio stampo tipo i Guagliardi. Per non parlare di Coscarelli che avrebbe dovuto rappresentare il nuovo che avanza. E invece si scopre che oltre ad essere la stampella del Cinghiale, è legato mani e piedi con massoneria e cricche varie. Se a questo aggiungiamo i salti della quaglia che ci sono stati, la realtà supera l’immaginazione. Prima erano amici, dopo nemici, dopo di nuovo amici, e ancora dopo di nuovo nemici.

A sentire quel poco che sono riusciti a dire sui loro programmi, non c’è dubbio che si tratta di vere e proprie fotocopie. Con qualche eccezione che non modifica però la sostanza.

dibaNon c’è dubbio che più che di politica è da tempo che si discute di: ma l’arrestano o no ad Occhiuto? Ma lo arrestano o no A Paolini? Ma lo arrestano o no a Guccione? Ma interviene o no la magistratura? Ma si voterà o no?

Sono queste domande che fanno la differenza tra le campagne elettorali che si stanno svolgendo nelle altre città e la nostra. In altri luoghi si parla di programmi, di progetti, anche in maniera aspra, ma almeno dentro c’è sempre l’elemento politico. Da noi l’unica cosa certa è l’incertezza. La situazione è grave e merita una riflessione.

Quello che è venuto fuori negli ultimi mesi ha segnato profondamente l’opinione pubblica, che non è quella arruolata per andare ai comizi. Ma quella che non vedi per le vie del centro, quelli che vivono nelle palazzine, nei quartieri, nelle periferie.

Decine di migliaia di cosentini che nel gioco dei numeri sull’ affluenza a questo o a quel comizio, non fanno testo, non esistono. Cosa vuoi che sia un migliaio di persone in una piazza, di fronte a 40.000 aventi diritto che restano a casa? Niente, una esegua percentuale. Tuttavia c’è chi meschinamente, nonostante questa evidenza, osa dire: in piazza c’era la città.  E lo dicono con spregio, anche se non apparente, mortificando ancora una volta quella città che evocano a convenienza, ma che sistematicamente, quando si trovano al timone, escludono da ogni beneficio sociale e culturale. Gli stessi esclusi che oggi, più di altri, si interrogano sulla necessità di votare o no. E giusto che tutto si fermi? Secondo noi si.

debitiGuardiamo i fatti: Occhiuto è messo malissimo, sia sotto il profilo dei debiti, che sul piano giudiziario: 5 pentiti parlano di lui e dei suoi intrallazzi. Poi c’è la questione avviso di garanzia al suo capogabinetto e ai dirigenti del Comune che hanno male operato durante il suo mandato. Uno così non può diventare sindaco, lo ha fatto una volta e gli è andata bene perchè era coperto da tutta la banda che sappiamo. Ma adesso è veramente improponibile.

Guccione, oltre ad avere i suoi di problemi giudiziari,  rubava alla Regione per comprarsi prosciutti e gelati, è anche una nullità sotto il profilo umano e politico. Umano, perché è un traditore matricolato: un giorno fa l’amico e quello successivo ti curtiddria ari spaddri. Uno di cui non ti puoi mai fidare. Figuriamoci a metterlo sulla poltrona di sindaco, una rovina per la città. Politico, perché è un incapace in tal senso.

Carletto e Madame Fifì
Carletto e Madame Fifì

L’unica cosa che sa fare è garantire a questo o quel “gruppone” una qualsivoglia forma di contributo. Cura l’assistenzialismo di precari, gente in mobilità, cassintegrati, e categorie simili. Che per riconoscimento lo votano. Sfrutta il loor bisogno per tornaconto personale. Un suino insomma, uno che è ingrassato sulle spalle della gente. Un parassita.

Enzo-Paolini-1-450x270Paolini, anche per lui c’è la questione DDA. Un pentito lo accusa di aver comprato voti. Una accusa da cui dovrà prima o poi difendersi, così come Occhiuto, Manna, Greco, ed altri. Non è cosa neanche per lui di fare il sindaco. Prima deve risolversi i suoi problemi e dopo se ne parla. Se questa regola vale per Occhiuto vale per tutti.

Coscarelli
Coscarelli

Coscarelli non è indagato ma è un potenziale massone, magari in sonno, ma come  si può prendere seriamente uno che la sera si traveste da cavaliere medievale? Roba che nemmeno i bambini a Carnalivari. Uno così si vede che non è una persona seria. Passa la giornata a recitare formule in latino e a disegnare cerchi col compasso. Un pagliaccio. Non si può trasformare la stanza del sindaco in una stanza dell’occulto.

formiFormisani è una brava persona, ma sotto il profilo politico è pari a zero. Dunque, tre su cinque sono a rischio manette, gli altri due, uno un serva (Coscarelli) e l’altro (Formisani) para ca porta l’acqua ari muarti.

Ora, alla luce di questo come si può pensare che la gente si rechi alle urne serenamente? Se eleggiamo questo o quel sindaco e poi, dopo qualche giorno, arriva la Giustizia e gli mette i ferri, che facciamo? Cosa succede a noi cittadini? Che fine faremo?

Perché questa cosa che arriva la Giustizia a Cosenza, penso che oramai sia chiaro a tutti che è così. Devono solo stabilire quando. Ecco, a guardare questo ci vorrebbe da parte della politica che conta una presa di posizione lucida e seria sulle lezioni a Cosenza: in queste condizioni non ci sono i presupposti per l’agire libero e democratico dei cittadini. Una questione di ordine pubblico.

Bisogna annullare queste elezioni. Questo vorrebbe il buon senso. Ma sappiamo che la politica pensa ad altro, cioè ai 600 milioni che Cosenza dovrà amministrare, del volere e delle necessità dei cittadini, o di farsi portavoce di questa istanza, non gliene frega niente. Non ci resta che sperare in altro.

Se la politica non riesce a determinarsi su queste questione, intervenendo in tempo e con cognizione di causa, vorrà dire che ancora una volta sarà compito della magistratura intervenire per mettere le cose apposto: sia sotto il profilo penale, percorso ineludibile ormai (Gratteri docet), che sotto l’aspetto politico, sopperendo ancora una volta alle gravi mancanze di questa classe politica cosentina che ancora in tanti si ostinano a votare. E speriamo che Dio ce la mandi buona.

GdD