Cosenza 2016, tutti gli scenari possibili: Occhiuto vittima sacrificale del PD e del Cinghiale

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La voce circola con insistenza ormai da qualche ora.

Sembra che il Commissario prefettizio di Cosenza, Angelo Carbone, abbia risposto al fatidico quesito posto dai parlamentari del PD in merito ai debiti di Mario Occhiuto pagati dal Comune e alla sua ineleggibilità determinata dai contenziosi in atto che vedono Palazzo dei Bruzi nella scomoda posizione di “terzo pagatore”.

Del resto, non era certo difficile chiamare il responsabile dell’Ufficio legale e farsi consegnare la documentazione delle cause nelle quali il Comune compare come “garante” del sindaco più indebitato della storia di Cosenza (e su questo anche i fan più sfegatati del cazzaro hanno davvero poco da ribattere).

carbone copertinaLa risposta del Commissario Angelo Carbone si trova sul tavolo del ministro della Giustizia e, di conseguenza, del sottosegretario Marco Minniti almeno dalla giornata di ieri. Tuttavia, lo stato maggiore del PD calabrese si è preso 48 ore di tempo per verificare il da farsi.

Nessun dubbio sul contenuto della risposta di Carbone: lo sanno anche i bambini che Occhiuto, anche se venisse eletto, incorrerebbe nella scure dell’ineleggibilità ma lui (e i suoi fan) sperano ardentemente che una (molto eventuale) vittoria schiacciante possa rinviare sine die il giorno della resa dei conti. E sperano che questa risposta non venga resa pubblica prima del giorno del voto ovvero il 5 giugno.

minniti-renziLo stato maggiore del PD, dal canto suo, sarebbe tentatissimo di tirare fuori le carte e di annunciare urbi et orbi che Mario Occhiuto è fuori dalla mischia. Ma poi, le conseguenze quali potrebbero essere? Di certo, si potrebbe andare ugualmente al voto escludendo Occhiuto e le sue (inutili) 15 liste ma poi tutti questi “pecoroni” finirebbero certamente per favorire qualcuno e non certo il candidato del PD Carlo Guccione, in arte “Ciuccione”.

Tirare fuori la notizia dell’ineleggibilità di Occhiuto adesso, di conseguenza, potrebbe essere un clamoroso assist per il candidato Enzo Paolini, sul quale confluirebbero certamente i voti degli occhiutiani delusi e offesi (si fa per dire, per carità) dal PD e dal suo “Ciuccione”.

paolini guccione copertinaE allora, come se ne esce? Il PD sa benissimo che la DDA di Catanzaro ha la famosa inchiesta su Cosenza corrotta in dirittura d’arrivo e spera che il procuratore Gratteri possa dare il via libera o entro questa settimana o al massimo all’inizio della prossima. Se arrivasse questo tipo di conferma, dunque, non ci sarebbe neanche bisogno di puntare sulla risposta del Commissario. Eh sì, perché il via libera all’operazione Cosenza corrotta significherebbe automaticamente il rinvio delle elezioni e l’insediamento a Palazzo dei Bruzi di una Commissione di accesso agli atti, che potrebbe lavorare anche per un paio d’anni prima di dichiarare conclusa l’emergenza delle infiltrazioni mafiose.

Tra tutti gli scenari possibili, ovviamente, c’è anche quello secondo il quale si va a votare normalmente il 5 giugno e, in caso di vittoria di Occhiuto, passato qualche giorno, escono fuori o la risposta di Carbone o l’inchiesta della DDA.

In tutti i casi, la condizione di Occhiuto traballa e vacilla come una canna al vento.

Sappiamo bene che il suo arresto o la sua ineleggibilità non rappresentano certo la vittoria della Giustizia nel senso alto del termine ma solo il solito “regolamento di conti” tra un potere politico che è sempre più marcio e rivoltante ma viviamo in questo clima da decenni e non possiamo certo meravigliarci.

A questo punto, dunque, non rimane che attendere come si determineranno il PD e i suoi alleati (Cinghiale in testa) per gestire questa “patata bollente” di Cosenza.