Cosenza, addio Morcavallo: gli avvocati voltano pagina

Advertising

Nell’avvocatura cosentina è in atto una sorta di scontro epocale tra diverse generazioni.

Da una parte i cosiddetti “baroni”, i vecchi avvocati che rappresentano dinastie collaudate e vorrebbero perpetuare il loro controllo sull’intera categoria.

Dall’altra c’è una (relativamente) nuova generazione di professionisti, che vorrebbe iniziare a lavorare in maniera autonoma e ad uscire da questa sorta di feudalesimo per proporre un nuovo modo di rapportarsi alla Giustizia e magari mettere anche in discussione questo sistema marcio del “porto delle nebbie”.

Tra gli avvocati che stanno cercando di dare uno scossone al sistema c’è senz’altro Emilio Greco. Classe ’57, penalista di livello, già nel ’92 era presidente dell’AIGA (associazione giovani avvocati) e proponeva un nuovo modo di approcciarsi ai problemi della Giustizia.

Politicamente, Greco è stato sempre a destra e quindi non ha proprio niente da spartire con il modo di vedere la vita di Iacchite’.

L'avvocato Emilio Greco
L’avvocato Emilio Greco

E’ stato responsabile provinciale dell’ufficio Giustizia di Alleanza nazionale poi segretario regionale del Fronte nazionale e da qualche tempo anche nel comitato centrale.

Eletto nel Consiglio dell’Ordine degli avvocati alle ultime elezioni ed eletto anche vicepresidente, tuttavia, è stato ed è ancora tra i pochissimi se non il solo ad avere il coraggio di mettersi contro lo strapotere di Morcavallo. Non solo potentissimo presidente dell’Ordine in rappresentanza dei vecchi “baroni” ma addirittura così arrogante da voler rimanere al suo posto anche dopo che tutta la città è venuta a conoscenza del fatto che ha evaso il fisco per milioni di euro. Ma ormai il Consiglio Nazionale Forense lo ha dichiarato decaduto e dunque dovrà farsene una ragione. La sua era è finita e, data l’età, è consigliabile che si rassegni ad andare in pensione.

oresteEmilio Greco, tanto per essere più chiari, è stato l’unico avvocato cosentino ad urlare in faccia al “barone” Morcavallo (anche se all’inizio condividevano la stessa lista, ma è durata poco…) che, “in rispetto a tutti gli iscritti, non è più possibile tollerare oltre la sua fame di potere”.

E non solo: “Egli – ha scritto ancora l’avvocato Greco in una lettera inviata a tutti gli iscritti -, al solo scopo di tutelare una posizione privilegiata si è sottratto ad ogni confronto democratico, mostrando di non avere alcun senso delle istituzioni. Stando così le cose, non può, allo stato, rappresentare la nostra categoria…

Del resto, non si può aprire un procedimento disciplinare a carico di un iscritto e magari chiederne, quale sanzione, la cancellazione dall’Albo, per non aver pagato un’annualità di iscrizione (cento euro) ovvero i contributi previdenzali e poi arrogarsi il diritto di guidare una intera categoria dopo avere ammesso pubblicamente di avere in corso questioni milionarie con il fisco. Non sarei in pace con la mia coscienza di uomo, di avvocato e di consigliere se non urlassi a gran voce: “Oreste Morcavallo dimettiti”! Chiedo, a tutti i colleghi Consiglieri di aderire immediatamente alla mia iniziativa”.

Così concludeva la lettera l’avvocato Emilio Greco in un primo tempo senza successo, perché Morcavallo non solo non si è mai dimesso ma anche dopo le dimissioni di Greco e di altri sei consiglieri, è rimasto lì al suo posto a verificare se fosse possibile, in qualche modo, continuare a sedere su quella poltrona dalla quale ormai è ampiamente delegittimato.

Il vero problema è stato quello di trovare altri avvocati disposti a fargli la “guerra” e a quanto pare i legali di Cosenza tutto sono tranne che… liberi. Dev’essere questa amara considerazione che ha indotto Greco, proprio in questi ultimi frenetici giorni, a scrivere su FB una riflessione che non lasciava spazio ad equivoci:

“… Di giorno cercano di accreditarsi falsamente come possibili leaders morali di una nuova avvocatura… di notte “si “‘mbruscinanu” davanti al potere politico per ottenere consulenze…vergognatevi”

Ma l’intervento del Consiglio Nazionale Forense ha fiaccato anche le ultime resistenze. Morcavallo non c’è più, ora arriva il commissario e prossimamente si spera vivamente in un ricambio generazionale. Non se ne può più di baroni e lacchè.