Cosenza, Agenzia delle Entrate: la protesta degli addetti alle pulizie

Questa mattina i lavoratori addetti alle pulizie dell’Agenzia delle Entrate di Cosenza hanno dato vita ad una manifestazione di protesta per le condizioni nelle quali sono costretti a lavorare e per il trattamento da schiavi che viene riservato loro. 

Questo il loro appello indirizzato al ministro Di Maio, che pubblichiamo integralmente. 

Spero possiate essere portavoce in questa battaglia per la dignità.
Questo è un appello per il ministro del Lavoro Luigi Di Maio

La Costituzione italiana dice: l’Italia è una Repubblica Democratica fondata sul
lavoro e la Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo ed
è compito di essa rimuovere gli ostacoli che limitano di fatto la libertà.

Lo stato impone agli enti pubblici il risparmio.
L’Agenzia delle Entrate circa ogni 4/5 anni indice una gara d’appalto per le pulizie dei locali. E’ una gara molto dettagliata ma al ribasso; di conseguenza si aggiudica questa gara non chi garantisce le migliori prestazioni dei servizi richiesti bensì chi li esegue con meno soldi e per di più la ditta che si aggiudica la gara può subappaltare ed è qui che nascono i problemi che oggi hanno tutti coloro che fanno le pulizie alle Agenzie delle Entrate di tutta Italia.
Ora vi spieghiamo cosa è successo per via di questi ribassi più subappalti naturalmente parlando solo di Cosenza, via Barrio, una struttura immensa.

Quasi 15 anni fa, quando hanno aperto questa struttura, le persone che si occupavano delle pulizie erano 15 con un contratto di due ore e trenta minuti a testa per un totale di 37 ore e 30 minuti giornalieri.
Oggi siamo in 11 con un totale di 18 ore e 30 minuti giornalieri, di cui 13 ore e 30 minuti sopra contratto e 5 ore fuori contratto. Hanno tolto 19 ore giornaliere cioé più della metà. Ci sono persone che hanno un contratto di 57 minuti giornalieri per pulire 1000 mq di superficie, ci sono persone che svolgono orario fuori contratto, che fanno sostituzioni e straordinari che gli vengono pagati come ore normali e che quindi non hanno valore sulla tredicesima, quattordicesima e Tfr.Ogni ditta che subentra abbassa le ore, paga in ritardo e quando decide di andarsene per pagarti gli ultimi 2 mesi lavorati più il Tfr ha 90 giorni di tempo. La ditta che ha vinto l’ultima gara è la “Euro e Promos” che prima ha dato in subappalto a “IC Servizi”, che a gennaio ha deciso di andarsene per vari problemi e da febbraio è subentrata la “Gareri Servizi Ambientali”, la quale ha dimostrato fin da subito di avere difficoltà e dunque ad oggi l’ultimo stipendio percepito è quello di agosto. Quindi mancano tre mesi all’appello e Natale si avvicina…

Parliamo di stipendi così miseri da un minimo di 130 euro ad un massimo di 310 euro che salgono solo grazie agli assegni familiari in busta paga. Veniamo pagati a 6,50 euro netti l’ora perché cambiando sempre ditta non esiste lo scatto anzianità. Ma mi spiegate quale dignità è questa? Ma sapete quante ore di lavoro regaliamo per poter garantire il servizio altrimenti scatta la lettera di contestazione?

Se la sede di Cosenza si lamenta a Roma, Roma blocca i pagamenti a “Euro e Promos” che non paga “Gareri”, che di conseguenza non paga il personale. In sostanza, chi ci perde è sempre il personale delle pulizie.

Questo regalare non è lavoro nero? Non è schiavitù?
Siamo costretti a lavorare di più perché con il tempo previsto da contratto non ce la facciamo e se non completiamo il servizio scatta la lettera di contestazione e di conseguenza il licenziamento.
Ma perché lo stato deve perdere tutti questi soldi con le gare d’appalto?
Così come assume dottori, infermieri, insegnanti, funzionari risparmierebbe tanti soldi se assumesse  direttamente anche gli addetti alle pulizie anche perché ci sarebbe più potere da parte dell’ente,  più controllo e meno ingiustizie.In alternativa, noi vorremmo che l’Agenzia delle Entrate indicesse una nuova gara d’appalto immediata, urgente e in tempi brevi senza subappalto, con le giuste richieste per la sede di via Barrio tenendo in considerazione i metri quadri della struttura e il giusto tempo da impiegare per mantenerla pulita, utilizzando anche le lavasciuga per pavimenti e le ultime attrezzature che possano consentire una pulizia più approfondita. Obbligare la ditta a pagare i dipendenti entro il 10 massimo 15 del mese successivo come previsto dal contratto nazionale, consentire al personale delle pulizie di poter svolgere il lavoro quando non c’è nessuno perché noi lavoriamo in presenza dei funzionari e del pubblico, che sono costretti per via del lavoro a passare e spassare su pavimenti bagnati rischiando di
cadere e di farsi anche male.

Abbiamo figli, famiglie da mantenere. Affitti e mutui da pagare. Bollette e bollettini scaduti.
Paghiamo le tasse e se non lo facciamo ci sono Equitalia e l’Agenzia delle Entrate che ci stanno con il fiato sul collo.
Ma dove stanno i controlli? Quei controlli che ci tutelano?

Alla fine non sappiamo con assoluta certezza di chi sia la colpa di tutto ciò e se abbiamo sbagliato nel riportare qualcosa chiediamo scusa ma siamo stanchi di essere presi in giro, sfruttati, schiavizzati.

Ci aiuti signor Ministro del Lavoro. Di Maio, siamo nelle sue mani.

Lettera firmata