Cosenza, all’asta le case di Occhiuto: milioni di debiti con le banche

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Chi di noi non ha debiti? Tutti, tranne i miliardari. Chi più chi meno, chi per una cosa, chi per un’altra, prima o poi tutti ricorriamo a questa pratica. Passiamo l’intera vita a pagare debiti: mutui, prestiti, pagherò, strozzini. E’ proprio il nostro sistema economico che si basa sui debiti. Senza la cambiale non ci sarebbe l’Italia. E poi c’è l’aspetto del controllo, più sei indebitato con banche ed Equitalia, più sei ricattabile. Più debiti hai più devi sottostare a tutto ciò che ti propinano sul lavoro. Questo è l’aspetto ignobile del “prestito”.

Non c’è nulla di cui vergognarsi nel ricorrere ad un prestito. E può capitare che, nonostante le buone intenzioni e i migliori propositi, per sfortuna, per la crisi, per un evento inatteso, per calamità naturale, per la rottura di un macchinario, per una malattia,   non si riesce a far fronte alla restituzione. E per chi non ha Santi in paradiso, quando si verifica questa situazione,  inizia il calvario. Spesso si perde tutto quello per cui si è lavorato una vita. Un dramma terribile, sottovalutato dalla stato che non offre un ombrello per ripararsi a chi evidentemente, per qualsivoglia giustificato motivo, non ha potuto far fronte ai propri impegni. Casa, azienda, terreni, auto, tutto quello che rappresenta la propria esistenza, finisce per cambiare proprietà. E’ il caso di dire “fora gabbu”.

Questa è la situazione di molti, tra cui quella di Occhiuto.

Che Occhiuto è pieno fino al collo di debiti lo sapete tutti. Ma credetemi tirare le somme dei suoi debiti è impossibile. Non si riescono a quantificare. E soprattutto non si capisce dove sono finiti tutti questi soldi. Si parla di decine e decine di milioni di euro. E adesso ve ne diamo contezza. Almeno di una parte.

Giorno 21 aprile del 2017 presso il Tribunale di Cosenza saranno messi in vendita, in un’asta giudiziaria, molti beni immobili di Occhiuto: la sua abitazione in via Giulia, il capannone sito a Rende (la fabbrica delle mattonelle), località Cancello Magdalone, un appartamento in Sila e un garage.

A chiedere la restituzione di forti somme di denaro, ad Occhiuto, che si sono rivalse sui suoi beni immobili, sono solo banche.

Quest’asta scaturisce da un procedimento aperto nel lontano 2012 dalla Banca Popolare del Mezzogiorno, alla quale altre banche creditrici si sono accodate. Alcune rivendicano pagamenti dal 1996.

I debiti:

Banca Popolare del Mezzogiorno (Crotone): ipoteca volontaria a garanzia di apertura di credito per euro 1.500.000 concesso l’11 agosto del 2006; ipoteca volontaria a garanzia di mutuo fondiario di euro 1.200.000 concesso il 09 novembre del 2009; ipoteca volontaria a garanzia mutuo fondiario di euro 650.000 euro, concesso il 18 novembre del 2009; ipoteca volontaria a garanzia di mutuo fondiario di euro 1.220.000 concesso il 20 novembre del 2009. (da notare che tutto avviene nel giro di pochi giorni nel mense di novembre del 2009).

CHEBANCA (Milano) : ipoteca volontaria a garanzia di mutuo di euro 760.000 euro concesso il 30 luglio del 2008.

Una barca di soldi. La domanda sorge spontanea:  secondo voi potrà mai far fronte a questa mole di debiti con il solo stipendio da sindaco, visto che da tempo non svolge altra attività? Fate voi.

La differenza tra le persone normali che si trovano nella stessa situazione di Occhiuto è che al cittadino non è data nessuna possibilità di “riscatto”, mentre per lui che ha i santi in paradiso è già pronta la truffa. Oltre a pagare parte dei suoi debiti con gli intrallazzi fatti in comune con gli affidamenti diretti e bustarelle varie. Se non avesse fatto il sindaco a quest’ora sarebbe già in galera.

Funziona così: giorno 21 aprile la gara andrà deserta. E per regolamento la base d’asta fissata per gli immobili scenderà di almeno il 30%. La casa di via Giulia  parte dalla base d’asta di quasi 500.000 euro, il capannone 1.300.000 e la casa in Sila 60.000 euro. Totale 1.860.000. Somma che in “seconda battuta” scenderà almeno di 400.000 euro.

Occhiuto, che in tutti questi anni ha accumulato ingenti risorse, altrimenti non si spiega come fa, ha già predisposto con i soldi dei caggi la partecipazione di alcuni prestanome a questa asta. Che acquisteranno per conto suo al miglior prezzo possibile tutti gli immobili. Male che vada almeno la casa.

Così avrà fregato le banche che all’inizio si erano messe a disposizione tramite gli amici degli amici – altrimenti non spiega neanche qui come è possibile che nonostante i tanti debiti, questi continuavano ad elargirgli prestiti – e francamente questa sola di Occhiuto non mi dispiace. Così imparano: agli onesti e a chi ne ha veramente bisogno non prestano neanche un euro, a chi come Occhiuto li frega, massima fiducia. E MO’ BECCATI STU BELLU VRUSCIU.

GdD