Cosenza, altri 5 milioni per la Pet: l’incapacità di chi amministra la sanità

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La PET (Positron Emission Tomography) è una metodica di diagnostica per immagini utilizzata soprattutto in campo oncologico a partire dalla fine degli anni Settanta, ma il cui boom si è avuto negli anni Novanta. Si basa sulla somministrazione di radiofarmaci e viene utilizzata prevalentemente in campo oncologico, consente di individuare anche precocemente i tumori e di valutarne la dimensione e la localizzazione.

A Cosenza, tra la primavera e l’estate dello scorso anno, politicanti e mezze calzette fecero un gran casino perché – finalmente! – erano riusciti a portarla anche all’ospedale dell’Annunziata. Il consigliere regionale Giudiceandrea, meglio conosciuto come il comunista col culo degli altri, aveva dichiarato testualmente: “Finalmente anche all’ospedale di Cosenza potranno essere eseguiti esami più approfonditi, fornire immagini molto precise e dettagliate sulla funzione di alcuni organi del malato e quindi, offrire al medico informazioni accurate per prevenire molte malattie e permettendo così di stabilire le cure mediche o chirurgiche più appropriate”.

Così, dunque, era stata data – il 10 marzo 2016 – la notizia dell’aggiudicazione della gara per l’acquisto e la posa in opera del tomografo Pet all’ospedale dell’Annunziata di Cosenza. La proposta di acquisto, caldeggiata dall’ex Commissario dell’Azienda Ospedaliera di Cosenza William Auteri, era stata poi seguita dall’attuale direttore generale Achille Gentile e su indicazioni tecniche del direttore sanitario aziendale Mario Veltri, era stata portata in Commissione Sanità della Regione Calabria. L’acquisto si è era reso necessario considerando che le liste d’attesa lunghissime per l’esecuzione degli esami diagnostici e di monitoraggio terapeutico per i malati oncologici, determinavano ancora una forte migrazione sanitaria e mobilità passiva per tali esami con enormi aggravi di spese anche per le finanze regionali; oltretutto la provincia di Cosenza che conta più di 700mila abitanti, risultava l’unica ad esserne sprovvista nelle strutture pubbliche.

Politicanti e mezze calzette ci informavano anche che “… la gara è stata aggiudicata rispettando il fattore prezzo/qualità alla General Electric, una multinazionale statunitense per il prezzo di quasi due milioni di euro, che fornirà un apparecchio di ultima generazione, uguale solo a Napoli e Milano, apportando un valido aiuto per la diagnosi precoce di alcune malattie, come i tumori, per i quali diventa indispensabile. Ora bisognerà  aspettare solo i tempi per gli adempimenti amministrativi e tecnici…”. Bene, a distanza di poco più di un anno, quella Pet, comprata e montata in uso, deve essere aggiornata. Al punto tale che in data 2 ottobre la Regione Calabria attraverso il commissario Scura ha emesso un decreto con il quale stanzia oltre 5 milioni di euro per il suo “aggiornamento”. 
Come mai questa spesa aggiuntiva? Come mai questo pesante aggravio sulle tasche dei contribuenti? Se già è stata pagata quasi due milioni di euro (con l’aggiunta delle non indifferenti spese di montaggio) dall’Azienda Ospedaliera di Cosenza ed è già in funzione, come mai adesso arriva quest’ altra spesa?
L Azienda Ospedaliera non aveva valutato prima bene la spesa oppure ha agito senza il parere del commissario?
La dura e triste realtà è che la commissione che ha scelto la Pet non sapeva neanche di cosa si parlasse. Il progetto del direttore sanitario aziendale Mario Veltri era un vuoto a perdere e adesso tutte quelle bugie emergono nella loro gravità.
Hanno comprato la Pet pagandola a peso d’oro ma la spesa adesso è superiore all’aspettativa, di conseguenza è chiaro come il sole che non si è valutato bene l’acquisto e non si può giocare così con i soldi pubblici.

La Pet dell’ospedale dell’Annunziata di Cosenza ha effettuato 1400 esami in un anno ovvero 120 esami al mese e circa 5 esami al giorno. Se consideriamo che i tempi medi ad esame sono di 30 minuti, ne deduciamo che in tre ore hanno finito di lavorare ed è davvero una bestemmia per una macchina che avrebbe dovuto fare almeno 24 esami al giorno e quindi doveva fare quei numeri n due mesi non in un anno. E da questi numeri si evince la totale incapacità di chi amministra la sanità cosentina. In un anno dovevano essere fatti più o meno 5000 esami non 1400… Il responsabile del mega appalto è sempre stato Veltri con una commissione non adeguata a scegliere: oggi si scopre che nonostante siano stati spesi più di 2 milioni di euro ce ne vogliono altri 5 per ammodernare una macchina comprata l’anno scorso. Vi pare possibile prendere in giro così la gente? E cosa ne pensano le forze dell’ordine e la magistratura? Per quanto ne sappiamo noi, la Guardia di Finanza sta già attenzionando la pratica e presto chiederà lumi al direttore sanitario Mario Veltri.