Cosenza: ancora blitz e perquisizioni a viale degli Alimena

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Continuano senza sosta i controlli da parte di polizia e carabinieri di quelle che la procura ritiene “aree sensibili” dedite allo spaccio. Ed ecco spuntare su viale degli Alimena, luogo di ritrovo dei ragazzi di Cosenza, di nuovo cani antidroga e volanti, e di conseguenza perquisizioni e controlli.

Ma non è stata la sola zona di viale degli Alimena ad essere controllata, infatti la città ieri sera era completamente circondata da diversi posti di blocco. Decine e decine di controlli con diverse persone fermate ed identificate. Lo scopo di queste operazioni, secondo la procura, è fermare lo spaccio in città, far sentire il fiato sul collo della “Legge” a pusher e consumatori. Un modo per la procura e le forze dell’ordine di “riappropriarsi del territorio” e scoraggiare i venditori di bustine a frequentare luoghi pubblici.

Se da un lato il controllo si rende necessario per tutelare i ragazzi dal consumo di pericolose sostanze, quali cocaina, droghe sintetiche, e pasticche varie, dall’altro si corre il rischio di “criminalizzare” anche chi si limita a fumare qualche spinello. Già, perchè il vero problema tra i ragazzi di Cosenza e non solo, e ripeto non solo, non sono gli spinelli (per una canna non è mai morto nessuno) ma il consumo della “pezzata” (cocaina). Oggi a Cosenza trovare uno spinello è difficile, mentre la pezzata la trovi in men che non si dica. E a nulla servono le “retate” della polizia nelle piazze e per la città, perchè questo, purtroppo è un mercato che non chiude mai. Chiusa una piazza se ne apre un’altra.  Il problema si risolve scovando i veri narcos della città, con indagini ed investigazioni, perchè con i blitz, purtroppo, non si risolve niente. Questo lo dicono magistrati seri e preparati che della  lotta ai narcos, hanno fatto la loro ragione lavorativa.

Ora ci aspettiamo dalla procura anche perquisizioni nei salotti buoni della città, dove la cocaina gira a fiumi tra i professionisti, i politici, i magistrati e le forze dell’ordine. Ovvero coloro i quali alimentano più dei ragazzini il mercato della droga (quella che fa male) in città.