Cosenza, appello “Job Center”: l’esordio del pentito Vincenzo De Rose

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Esordio col botto per il nuovo pentito Vincenzo De Rose. La location è l’aula del Tribunale di Catanzaro dove si sta celebrando il processo d’appello “Job Center” che vede imputate 11 persone, già condannate in primo grado (rito abbreviato) tutti accusati di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. L’operazione, avvenuta nel settembre del 2015, aveva sgominato quella che gli investigatori definiscono la centrale di spaccio della città vecchia. A capo dell’organizzazione secondo l’accusa, Celestino Abbruzzese e Anna Palmieri. Nel ripercorrere le fasi salienti della loro attività di spaccio, il Procuratore Generale chiede la riconferma per tutti gli imputati delle pene inflitte in primo grado. Ad eccezione di Candido Perri per il quale il PG ha chiesto la condanna a sette anni così come invocato dal pm in abbreviato. Perri era stato condannato in primo grado alla pena di 2 anni di reclusione.

A rendere forte l’accusa e la richiesta della riconferma delle pene sono state le parole pronunciate da Vincenzo De Rose nelle sue dichiarazioni “spontanee”, che dice: quello che ha detto il pubblico ministero è tutto vero.

E racconta come funzionava l’organizzazione. Fa nomi e cognomi e conferma “l’organigramma” descritto dal PG della struttura che operava nella città vecchia. Attribuisce ruoli ed importanza criminale ai vari imputati nel procedimento.

L’audizione di Vincenzo De Rose nel processo Job Center, è la prova del fuoco alla quale i pm hanno voluto sottoporlo per rendere credibile la sua collaborazione in vista di nuove operazioni che scaturiranno dalle sue confessioni, e non solo le sue. Un modo per presentarlo ai giudici e mettere in evidenza la genuinità delle sue dichiarazioni. De Rose si conferma un buon acquisto per i pm, ai quali sta svelando il funzionamento di tutto il traffico di stupefacenti in città.

Ricordiamo che subito dopo gli arresti si era pentito Marco Paura, ma purtroppo per lui il tribunale di primo grado non l’ha ritenuto attendibile. Da qui la necessità di arruolare nuovi pentiti, ed oltre a Vincenzo De Rose, pare ce ne sia un altro.

Le pene richieste dal PG:

Celestino Abbruzzese, alias “Micetto”, 13 anni e 4 mesi; Anna Palmieri, 10 anni;

Marco Paura, 8 anni;

Gianluca Fortunato Esposito, 8 anni e 8 mesi;

Amos Zicaro 7 anni, 8 mesi e 20 giorni;

Giovanni Aloise, 8 anni;

Giuseppina Perri, 5 anni, 1 mese e 10 giorni;

Francesco Noblea, 10 anni e 8 mesi;

Vincenzo De Rose, 8 anni e 10 mesi;

Candido Perri, 7 anni.