Cosenza, Arnoni (Idm): “Occhiuto podestà? Macché, i podestà erano persone serie”

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Non entro nel merito della protesta dei comitati cittadini di diversi quartieri della nostra città contro la cosiddetta mala movida, le pedane regalate dal Comune, il traffico cittadino, il calo del commercio, la carenza di acqua, l’assenza di servizi e quant’altro, andata in scena nel corso dell’ultima seduta comunale a Cosenza, che in ogni caso in parte condivido sia nel merito che nelle modalità come è stata condotta.

Si può condividere o meno quella protesta, ma vi sono alcuni punti fermi. La casa comunale è dei cittadini. La voce dei cittadini in consiglio comunale sono i consiglieri eletti. Molto spesso però capita che i cittadini non si sentono rappresentati da nessuno dei consiglieri presenti nell’assise comunale (come in altro consesso), siano essi di maggioranza o di opposizione, quantunque li abbiano precedentemente votati.

Ecco che i cittadini sono costretti a volte a scendere in campo in prima persona, recandosi direttamente nella casa comunale, per esprimere un loro pensiero, per manifestare il proprio dissenso, per esporre una loro proposta. Ebbene, nessun cittadino dovrebbe essere zittito e allontanato dalla propria casa comunale, sebbene la protesta possa essere anche dura (sempre nei limiti della civiltà e del pacifismo chiaramente) dettata da momenti di disperazione.

Quanto accaduto nell’ultima seduta comunale è molto grave. Alcuni cittadini sono stati zittiti e allontanati in malo modo, ed alcuni consiglieri comunali addirittura hanno richiesto l’acquisizione dei filmati per procedere ad eventuale querela, dopo una protesta tutto sommato pacifica, seppur dura e forte. Pertanto, a mio avviso, avevano tutto il diritto di manifestare, di esprimere il proprio pensiero e dissenso, e non dovevano essere allontanati. Dunque, se ciò dovesse realmente accadere, che questi cittadini, che conosco uno per uno personalmente, non delinquenti bensì operai, insegnanti, professionisti, lavoratori, pensionati ecc., verranno identificati e denunciati, con l’avallo del nostro sindaco, io mi auguro che alla prossima tornata elettorale vengano cacciati proprio loro, cancellando con la matita nella cabina elettorale questa brutta pagina. Non sono degni di rappresentare il popolo.

In ogni caso, non ritengo corretto il paragone del sindaco ad un podestà, richiamando vecchi retaggi storici, che in queste ore stanno facendo alcuni nostri cittadini amareggiati. Vorrei ricordare loro che una volta i podestà venivano individuati tra i cittadini migliori e più rappresentativi del popolo, ed erano persone serie e perbene…!

Michele Arnoni, “Italia del Meridione” di Cosenza