Cosenza, Articolo 1 chiede il ritiro della delibera del PSC in autotutela

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Comunicato Stampa

Il Coordinamento Cittadino di Cosenza di Articolo UNO – MDP, dopo aver espresso il proprio giudizio politico negativo in merito all’avvenuta adozione del PSC del Comune di Cosenza, ritiene opportuno porre in discussione, al fine di ampliare la partecipazione alla formazione di un atto di tanta rilevanza, alcune proposte mirate ad una sua sostanziale revisione in modo da pervenire alla formazione di uno strumento urbanistico più consono alla realtà cittadina, perché non si possa dare il via al solito ritornello di una opposizione extraconsiliare capace solo di rifiutare qualunque cosa senza offrire valide alternative.

Articolo UNO richiede innanzitutto che l’Amministrazione Comunale si faccia carico, in autotutela, del ritiro della Delibera di Adozione del PSC. Ciò è indispensabile in quanto, se la procedura avviata si consolidasse, potrebbe ingenerarsi un contenzioso amministrativo che certamente vedrebbe soccombere la stessa Amministrazione, con conseguenze imprevedibili non fosse altro per lo stato di incertezza che si verrebbe a determinare in una materia, quella urbanistico-edilizia, già di per sé complessa.

E di argomenti a sostegno di tale nostra richiesta, per come abbiamo avuto modo di accennare in precedenza, ne esistono molti e significativi. Fra essi assume rilevanza il mancato rispetto delle procedure di applicazione dell’art. 27quater (Consumo di Suolo Zero) che prevedono la necessità dello svolgersi di una nuova Conferenza di Pianificazione assumendo come riferimento un Documento Preliminare predisposto con tale finalità (comma 4 del citato art. 27quater).

A tal proposito facciamo notare come, per il calcolo dei volumi residui da utilizzare, si sia fatto riferimento, per quanto ci è dato conoscere, ad un elaborato (QCBU02) predisposto nel lontano 2010 per cui potrebbero non essere stati considerati i volumi realizzati da allora ad oggi, ed allora la città era in piena espansione edilizia.

Ed ancora: la normativa perequativa relativa al Centro storico è stata formulata in modo incerto ed incomprensibile (come abbiano avuto modo di rilevare in una nota precedente), per cui si rende impossibile formulare un’eventuale Osservazione di merito, privando così il cittadino dell’esercizio di un suo diritto sancito dalla Legge Urbanistica.

Da ultimo, come causa di esercizio dell’autotutela, rileviamo il mancato rispetto dell’art. 2 (Partecipazione) della Legge Urbanistica Regionale che fa obbligo al Comune di pubblicare sul proprio sito, in apposito link, tutti gli atti che riguardano il PSC nel momento in cui si formano a pena “l’inefficacia degli atti” (comma 4 dell’art. 2).

Nel merito dei contenuti del PSC, riteniamo utile proporre alcune idee su cui confrontarci.

Innanzitutto, la questione del Centro Storico per la cui rinascita si rende indispensabile canalizzare notevoli flussi finanziari la cui provenienza deve essere anche garantita da investitori privati. In tale senso potrebbe essere utilizzato, pertanto deve essere normato nel dettaglio dal PSC, il disposto dell’art. 20 del QTR/P che fa obbligo di gravare di un incremento del 50% gli oneri concessori provenienti dai “titolo abilitativi dei singoli interventi” i cui proventi dovrebbero essere investiti nel Centro Storico.

Sempre in applicazione di detto articolo, ma con finalità diverse, si potrebbe utilizzare l’incremento del 30% di aree standard, da cedere da parte dei privati a fini perequativi, per la formazione di un demanio comunale su cui localizzare i volumi che provengono dagli immobili vincolati. In tal senso prenderebbe concretezza, per il Centro Storico, la Legge n° 308/2004 la quale, all’art. 1 comma 21, consente di cedere immobili del Centro Storico acquisendo come compenso la relativa volumetria da spendersi in altro luogo, anche nel demanio comunale suddetto. Di tali possibilità, dell’attuazione cioè della legge 308, non vi è cenno nel PSC adottato.

Per quanto attiene le questioni relative al centro cittadino di recente formazione riteniamo si debba procedere ad una sua rilettura in termini qualitativi (rigenerazione urbana), oltre che quantitativi, in modo da congelare, temporaneamente, una sua ulteriore espansione, lasciando in vita soltanto gli interventi che già abbiano acquisito un diritto certo ed inequivocabile (Permesso di Costruire nelle forme di legge) la cui soppressione potrebbe creare contenzioso da parte dei privati. Allo stesso modo si dovrebbe procedere per le aree a sud del Centro Storico, sulle quali si è formata una legittima aspettativa che non può essere disattesa in assenza di una motivazione puntuale e specifica. Anche qui, dopo un’attenta analisi del pregresso (in particolare dei Piani Attuativi predisposti dalla stessa Amministrazione) si dovrebbe puntare ad interventi contenuti finalizzati alla realizzazione di bio architettura che risponde meglio alle esigenze di salvaguardia ambientale del contesto paesaggistico dei luoghi.

Altre questioni certamente incombono e non è questa la sede per una loro disamina puntale, ma non possiamo omettere di accennare alla questione della localizzazione del nuovo Ospedale. Il PSC effettua una scelta (le aree di Muoio prossime al Mariano Santo), ma è in corso un’attività ricognitiva di altre aree con cui occorre confrontarsi ponendo in discussione i vantaggi e le negatività di ognuna. Ciò deve avvenire in questa fase in modo da non trovarsi di fronte al fatto compiuto con tutte le implicanze che ciò potrebbe determinare.

Su questi ed altri innumerevoli temi ci sentiamo di poter dare, assieme ai cittadini, il nostro contributo; per questo proponiamo che, dopo la citata azione di autotutela, si apra immediatamente una fase concertativa da svolgere in tempi brevi in modo da pervenire alla formazione di un PSC che, nel rispetto delle procedure sin qui violate, possa imprimere un nuovo impulso al progresso, e non soltanto alla crescita, della Città.

Coordinamento Cittadino di Cosenza