Cosenza, asili nido all’Adiss. Morra accusa Campanella e Occhiuto: appalto “allegro”

“Ancora un appalto “allegro” nella gestione del sindaco Occhiuto: si tratta della gestione dei tre asili nido comunali, di via Misasi, Largo Vergini e via Livatino, che interessano oltre 120 famiglie di Cosenza, essendo un servizio di cui fruiscono 160 bambini.
Non è stato rispettato, sembra, il codice degli appalti in più punti”. Lo afferma in una nota il senatore del M5S Nicola Morra.

“La Valutazione dei progetti educativi (offerta tecnica, dove c’è la maggiore discrezionalità della PA): 9 progetti di 50 pagine ciascuno, esaminati in due ore, per come si evince dai verbali delle valutazioni.
Chi sono gli esperti della commissione aggiudicatrice: il signor Macrì Giovanni, componente: che forse per un refuso o un errore di battitura viene riportato come dottore ma parrebbe che dottore non sia, perché, a meno di mancato aggiornamento del suo curriculum vitae sul sito istituzionale del comune di Cosenza risulta esser geometra.
O, meglio, si evince che lo sia perché, in maniera del tutto assurda, nel suo curriculum vitae caricato sullo stesso sito, non risulta indicato il titolo di studio; la signora Sofia Vetere, componente: avvocato; il signor Mario Campanella presidente: titolare di un diploma di laurea in scienze della comunicazione, di una laurea magistrale in scienze politiche e di un master in diritto amministrativo“.

E ancora: “É più che evidente che non vi siano competenze specifiche per valutare un progetto Pedagogico che riguarda bambini in età tra 0 e 3 anni.
Segretario della Commissione è stato il dr. Antonio De Sensi, che precedentemente risultava come componente, figura incompatibile essendo lui RUP (Responsabile Unico del Procedimento). E così, è intervenuto il cambiamento, al momento della costituzione della commissione aggiudicatrice.

In ogni caso, quali criteri e valutazioni sono stati adottati sui progetti educativi, in due sole ore: discrezionalità od arbitrio?”.

Inoltre “i verbali non sono stati redatti e resi pubblici per come prevede la legge. In particolare è venuto meno l’obbligo di rendere pubblica la composizione della Commissione prima dell’avvenuta aggiudicazione provvisoria.
Difatti tali informazioni non sono state mai rinvenute dai genitori interessati alle sorti dei bambini che continuamente controllavano sul portale trasparenza del Comune di Cosenza. La determina della nomina della commissione non era presente sul portale della trasparenza prima della seduta pubblica!

L’appalto precedente, del Novembre 2015, era stato affidato il 4 gennaio 2016 alla cooperativa ORSA (che aveva affidato l’incarico di coordinatrice a Francesca Rina, cognata dell’ex manager Asp Franco Petramala, ndr), ma in prima istanza era già stato affidato all’aggiudicatario di quest’ultimo appalto, la cooperativa ADISS, salvo poi ritirare il bando in autotutela per evidenti incongruenze dell’aggiudicataria, venute fuori all’indomani del clamore mediatico che ha suscitato la denuncia delle irregolarità emerse nello svolgimento della gara da parte di tanti genitori e del sottoscritto.

Tutti i requisiti tecnici del precedente bando sono stati omessi. Il sindaco Occhiuto dichiara che è stato per garantire la “libera concorrenza” (o è per facilitare la partecipazione di ditte amiche?)
Inoltre, la gara d’appalto, che doveva essere espletata e conclusa entro il primo Marzo con nuovo insediamento dell’aggiudicatario, è stata invece aggiudicata il 6 Marzo, giusto dopo le elezioni e dopo il termine stabilito per legge.

Dopo il ritardo nell’assegnazione rispetto ai tempi previsti, si registra, invece, la notizia che la cooperativa vincitrice dell’appalto, la ADISS, si insedierà il prossimo 3 Aprile. Ciò lederebbe ancora una volta la legge, dato che non c’è rispetto dei termini temporali previsti per eventuali ricorsi al TAR, di possibili aventi diritto.

Ergo ci si chiede il perché di questa urgenza. Forse è un sotterfugio per rendere più difficile un’eventuale estromissione dell’aggiudicataria, in caso di accoglimento di eventuali ricorsi di qualcuno degli esclusi?
Una cosa è certa: si calpestano i diritti dei bambini non rispettando le scelte dei genitori effettuate ad inizio anno in base ad un progetto educativo ben definito.
Sì mortifica, in particolare, uno dei quattro principi fondamentali e ispiratori della Convenzione UNICEF sui diritti dei bambini, ratificata in Italia nel 1991: quello riportato all’articolo 3 della convenzione che parla di “interesse superiore del bambino” che, in questo caso, sarebbe la continuità educativa.
E la continuità educativa non è data dalla presenza dello stesso personale educativo, ma dall’organizzazione gestionale e pedagogica stabilita dall’offerta tecnica, che è quindi diversa per ognuno delle offerte partecipanti.

Ultima cosa strana è che mentre per il personale amministrativo non è prevista alcuna tutela di reinserimento in organico in caso di nuova gestione dei nidi, cosa che invece è prevista per il personale educativo, sempre in modo parametrato al numero di iscritti, nel bando si è trovato il modo di inserire una figura di poliglotta, o mediatore culturale!
Tra l’altro, nei quesiti sul portale trasparenza del Comune, è stato chiesto quale titolo specifico dovesse avere questa figura di poliglotta e, chiaramente, la domanda è rimasta senza risposta.

Saranno soprattutto le famiglie a patire i disagi di un cambio gestionale in corso dell’anno e i bambini a subire una inopinata interruzione del progetto pedagogico.
E tutto questo, per quale interesse?”.