Cosenza, Asp e atto aziendale: Faccia di Plastica sbaglia (anche) le correzioni e promette (altre) vendette

Raffaele Mauro, direttore generale dell'ASP di Cosenza

ATTO AZIENDALE DELL’ASP: IL DG MAURO SBAGLIA ANCHE LE…CORREZIONI

Con il DCA 110 dell’8 agosto 2017 il Commissario ad Acta Massimo Scura, calandosi le braghe per timore di perdere il posto, approva l’atto aziendale dell’ASP di Cosenza con “prescrizioni”. Ne abbiamo già scritto  sottolineando che si è trattato di un “accordo sull’asse Madame Fifì-Cinghiale”.

Le “prescrizioni” non sono altro che banali richieste di “correzioni” da apportare all’ennesima versione di atto aziendale prodotto dal direttore generale Mauro. Fra le “prescrizioni/correzioni” richieste dallo sbragato Scura vi è quella relativa alla collocazione dell’Ufficio Unico per la Sicurezza, per intenderci si tratta della struttura di Medicina del Lavoro in cui opera il cosiddetto “Medico Competente”.

La prescrizione/correzione voluta dal vile Scura recita testualmente: “inserimento dell’Ufficio Unico per la Sicurezza in Unità Operativa Complessa possibilmente nello stesso dipartimento di staff, o in altra UOC coerente con le missioni della succitata UOS (Unità Operativa Semplice), o in alternativa, trasformarla in funzioni cui attribuire incarico professionale…da ricondurre sempre ad una struttura di riferimento”.

In sostanza, il pusillanime Scura prescrive che l’Unità Operativa Semplice del Medico Competente, definita appunto “Ufficio Unico per la Sicurezza”, che si occupa di SORVEGLIANZA, abbia una Unità Operativa Complessa di riferimento.

Ebbene, Faccia di Plastica, manifestando ancora una volta la propria incompetenza e inadeguatezza al ruolo che riveste, inserisce, contro ogni logica e avverso ogni norma a riguardo, la suddetta unità operativa “Ufficio Unico per la Sicurezza”  nella Unità Operativa “SPISAL”!

Lo SPISAL (Servizio Prevenzione Igiene Sicurezza Ambiti di Lavoro) è la struttura che, anche su richiesta dell’Autorità Giudiziaria, si occupa della prevenzione degli infortuni e delle malattie causate e correlate al lavoro attraverso la VIGILANZA nei luoghi di lavoro: il direttore Mauro, contro ogni buon senso e in spregio alla normativa vigente in tema di Medicina del Lavoro, favorisce una commistione tra le attività di SORVEGLIANZA e quelle relative alla VIGILANZA. Si potrebbe dire eufemisticamente che Faccia di Plastica ha immaginato che l’ARBITRO possa anche svolgere il ruolo di GIOCATORE!

A questo punto sarebbe paradossale non chiedersi come mai la neo nominata direttrice del Dipartimento di Prevenzione, dottoressa Carmela Cortese, non sia intervenuta in merito, considerato che ella stessa è giusto titolare dello SPISAL. La Cortese, serva del duo Mauro/Ariani (la ormai non più ex compagna di Faccia di Plastica), ha pensato bene di tacere sull’accaduto, nonostante sappia perfettamente della suddetta palese incongruenza e manifesta violazione di norme, ma visto che si sta vivendo un clima da…rivoluzione francese, ha pensato bene (?!) di restarne fuori.

La testa del Direttore Sanitario dell’ospedale di Cetraro, dottore Vincenzo Cesareo, è rotolata fino all’ospedale (ancora chiuso) di Praia a Mare, e a breve chissà dove rotoleranno le teste della dottoressa Bernaudo e del dottore Straticò, rispettivamente direttore del distretto di Paola e direttore del distretto di Rende.

Cesareo, Bernaudo e Straticò, di recente, hanno infatti denunciato ad alta voce “discutibili” azioni di Faccia di Plastica, rispettivamente a proposito delle assenze ingiustificate dei medici del reparto di Ginecologia di Cetraro e di pagamenti illeciti sulle presunte attività dei Nuclei di Cure Primarie del Tirreno e di Rende.

Per ultimo c’è da domandarsi se il pusillanime Scura adotterà o meno il nuovo decreto con cui dovrà essere approvato definitivamente l’atto aziendale così come maldestramente “corretto” da Mauro o si avventurerà in una improbabile ulteriore richiesta di correzione…Ma ci è difficile immaginare che un coniglio possa ruggire, salvo nella popolare e famosa trasmissione radiofonica.