Cosenza, blitz nelle scuole. Gli studenti a Spagnuolo: non siamo narcos

Advertising

Ieri mattina è toccato al Liceo Lucrezia Della Valle, l’altro ieri all’Alberghiero Mancini e qualche giorno fa al Liceo Classico Telesio.

I giovani cosentini sono ormai da tempo presi di mira dalla questura e dal procuratore Spagnuolo per quanto riguarda lo spaccio (soprattutto di erba) in città, ne sono evidente testimonianza i blitz avvenuti sotto gli occhi di tutta la cittadinanza nei luoghi d’incontro dei ragazzi di Cosenza e Rende, passando al setaccio più di 150 ragazzi, ma nessuno poteva pensare che sarebbero addirittura arrivati ad invadere gli edifici scolastici.

Volanti, poliziotti in borghese e cinofila, retate e fermi di amici o conoscenti, hanno suscitato in noi studenti molte riflessioni e domande.

Possibile che il vero problema di una città come Cosenza sia lo spinello fumato a scuola o in qualsiasi altro luogo?

Cosa vuole dimostrare la procura attraverso questi controlli? Si pensa realmente che la soluzione allo spaccio e al consumo di stupefacenti sia il fare retate, facendo passate adolescenti come narcos? O pensiamo che possano far parte di una serie di azioni che facciano capire chi è che “comanda”?

L’unica certezza che possiamo avere è che questi blitz sono inaccettabili in una scuola pubblica, atteggiamenti intimidatori e repressivi che portano solamente alla criminalizzazione dei giovani.

La scuola è un luogo di formazione ed istruzione, o almeno così dovrebbe essere, non è possibile che per risolvere un problema si ricorra alle forze dell’ordine, che altro non fanno se non spaventare gli studenti, e non si riesca a creare e promuovere momenti di confronto e dibattito.

Noi studenti non vogliamo essere controllati in un luogo che dovrebbe servire ad informare e formare.

Cose sicuramente non contemplate ieri mattina al Lucrezia della valle, dove hanno fatto irruzione 3 camionette della polizia con più di 4 cani, per perquisire ogni singola classe dell’istituto, e non solo. Cominciando dal piano terra, hanno aperto borsellini, zaini e armadietti, arrivando fino ai bagni dove hanno smontato rubinetti e mattonelle, con una violenza immane, hanno continuato rovistando spazzatura, smontando porte e finestre, accompagnati dalle vicepresidi della scuola che hanno permesso questo terribile spettacolo senza battere ciglia.

Le divise blu e i loro fedeli pastori tedeschi non si fermeranno davanti a nulla e nei prossimi giorni torneranno sicuramente a fare visita al Della Valle, nel frattempo saranno sicuramente controllate altre scuole.

Militarizzazione, controlli e perquisizioni non sono accettabili, noi studenti non possiamo sopportare che venga fatta irruzione nelle nostre classi, nel nostro cortile, nella nostra scuola.

Collettivo Autonomo Studentesco