Cosenza, Braglia come Zaccheroni: cinque vittorie consecutive

Piero Braglia come Alberto Zaccheroni. Le cinque vittorie consecutive del Cosenza (Virtus Francavilla, Monopoli e Matera al “Marulla” e Trapani e Pagani in trasferta) hanno riportato inevitabilmente alla memoria l’analoga impresa del Cosenza edizione 1994-95 in Serie B. Si tratta della leggendaria stagione nella quale i Lupi di mister Zaccheroni incapparono nella pesantissima penalizzazione di nove punti conseguente ai casini per l’iscrizione, quando la Lega aveva riscontrato una serie di irregolarità nelle fideiussioni e nel mese di gennaio (il 5, per gli amanti della… cabala) aveva inflitto la “batosta” a tutto l’ambiente. Il Cosenza Calcio 1914 o se preferite la “patata bollente” era stato appena ceduto (ottobre 1994) dalla vecchia proprietà di Antonio Serra e Bonaventura Lamacchia a Paolo Fabiano Pagliuso, che lo avrebbe guidato fino al 2003. Pagliuso aveva affidato le sorti tecniche del club a Gianni Di Marzio, per la prima volta nel ruolo di direttore generale e al direttore sportivo Roberto Ranzani. La scelta dell’allenatore era stata la più felice e azzeccata: Alberto Zaccheroni. Obiettivo: una salvezza tranquilla e avviare il programma di valorizzazione del vivaio.

Il Cosenza, che veleggiava in una posizione tranquilla di centroclassifica, era sprofondato improvvisamente al penultimo posto.  I 21 punti sin lì conquistati da Marulla e compagni, diventano 12, peggio dei silani c’era solo il Lecce, fanalino di coda con 10 miseri punti e destinato alla retrocessione dall’inizio del campionato. Di conseguenza, sarebbe servita una grande impresa per condurre in porto la salvezza. Ma qui entra in scena Zaccheroni che in un tratto si trasforma da allenatore a psicologo e pungola nell’orgoglio i suoi calciatori; alla vigilia della sfida contro il Pescara, la prima post penalizzazione, il tecnico romagnolo raduna la squadra e dice semplicemente: “Ci hanno tolto 9 punti che abbiamo onestamente guadagnato sul campo, andiamoceli a riprendere”. Ebbene, quel Cosenza riuscì nel “miracolo” e la parte più importante dell’impresa venne realizzata tra i mesi di febbraio e marzo dalla 23^ alla 27^ giornata con il memorabile filotto di cinque vittorie consecutive.Primo acuto al San Vito il 19 febbraio 1995 contro la Lucchese. Un tre a due al cardiopalmo. Dopo il gol della “bestia nera” Paci, era stato il grande Marco Negri (che quell’anno realizzò 19 reti consacrandosi nel calcio che conta) a segnare il gol del pari e poi era toccato al fantasista Enrico Buonocore siglare il gol del temporaneo sorpasso. Ma proprio al 90′ la Lucchese, con un gol di Tosto, aveva riequilibrato il risultato. E così al secondo minuto di recupero, Marco Negri segnò ancora mandando in visibilio la tifoseria rossoblù.

Sette giorni dopo il Cosenza espugnava per la seconda volta nella sua storia il “Bentegodi” di Verona con la classica partita perfetta: in vantaggio con Negri al 42′, i rossoblù raddoppiarono al 60′ grazie ad un’autorete di Valoti propiziata da Gigi De Rosa. I padroni di casa avevano accorciato le distanze con Fermanelli su calcio di rigore al 73′ ma al 79′ ancora uno scatenato Gigi De Rosa aveva fissato il punteggio finale sul 3-1. Roba da stropicciarsi gli occhi.Il terzo sigillo il 5 marzo al San Vito contro un’altra avversaria tradizionale, il Lecce. Una bellissima vittoria in rimonta. Dopo il gol a freddo del giallorosso Russo, nella ripresa erano stati Enrico Buonocore al 62′ e Aldo Monza al 71′ a segnare le reti decisive in uno stadio che si era trasformato in una bolgia anche per la presenza della tifoseria avversaria, con la quale, dopo i fatti di Via del Mare ’92, i rapporti erano diventati particolarmente tesi.

Il 12 marzo, ancora al San Vito, la squadra di Zaccheroni liquida il Como al termine di una partita che sembrava stregata. Non c’era verso di scardinare il bunker dei lariani ma a tre minuti dalla fine Marco Negri si avventava su un pallone vagabondo e lo piazzava in rete. Con quattro vittorie consecutive, i Lupi avevano rimontato posizioni su posizioni in classifica arrivando a ridosso della zona promozione.

E la passione era arrivata al diapason quando, il 26 marzo, il Cosenza aveva espugnato il “Dino Manuzzi” di Cesena, la vecchia “Fiorita”. Un gol per tempo con Marco Negri autore dell’ennesima doppietta di quel grande campionato e Gigi Marulla nelle vesti di rifinitore.

Arrivati ormai alle soglie del quarto posto, con la quinta incredibile vittoria consecutiva, come spesso accade nella storia del vecchio Lupo, quando al San Vito erano ritornati i ventimila dei tempi belli, ecco la batosta. L’Ancona passa 1-0. Ma ormai il traguardo della salvezza, assurdo fino ad appena un mese prima, è stato raggiunto.