Cosenza Calcio, molti tifosi vogliono la testa di mister Roselli

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Quando non si raggiunge un obiettivo calcistico, si sa che i primi a salire sul banco degli imputati sono l’allenatore e il direttore sportivo. Seguiti a ruota dal presidente. Non che nessuno di noi, tifosi del Cosenza Calcio, si sia illuso più di tanto, anzi forse è già un miracolo il quinto posto finale. Ma è chiaro che, con un minimo di “intelligenza” in più, il risultato della qualificazione ai play off si sarebbe raggiunto facilmente.

Ora che il Cosenza ha detto addio ai sogni di play off, vediamo che tipo di colpe (relative, per carità!) possono avere allenatore (Giorgio Roselli) e direttore sportivo (Mauro Meluso).

Partiamo da Roselli. C’è chi dice che il vero limite tecnico del Cosenza è stato… il mister. In primis perché gente come Tedeschi, Caccetta, Statella, Arrighini, Arrigoni, Cavallaro, Ciancio ha fatto campionato di B o comunque di vertice in C. E quindi non si capisce come non siano riusciti ad arrivare prima almeno della Casertana, che comunque ha speso molti più soldini del presidente Guarascio.

Mister Roselli e Statella (foto ilcosenza.it)
Mister Roselli e Statella
(foto ilcosenza.it)

Secondo il 90% della tifoseria rossoblù, Giorgio Roselli è un allenatore “difensivista”, nel senso che non è capace di impostare una partita per vincerla (soprattutto fuori casa) e si affida sempre e comunque al contropiede senza dare un’idea di gioco alla squadra.
In effetti, c’è da considerare che una serie di partite, che erano alla nostra portata, dovevano essere impostate tatticamente in maniera diversa mentre Roselli ha pensato esclusivamente a difendere il pareggio.

Partite come quelle di Pagani, Castellammare di Stabia, i due derby col Catanzaro e quella interna col Catania, andavamo stravinte e invece mancano all’appello.

Bene, anzi male… Ma riportiamo qualche commento scritto da tifosi viscerali per inquadrare ancora meglio la questione.

“… I punti li hanno fatti i ragazzi d’inerzia e senza il “vecchietto” in panca, cioè giocandosi le partite da soli, avremmo almeno 6-7 punti in più!”. 

“… Non è cosa di Roselli allenare una squadra che ambisce ad una promozione ….se l’anno prossimo lo confermano penso che il Marulla sarà deserto…”.

A inizio campionato, le testate locali che si occupano del Cosenza Calcio, titolavano spesso virgolettati di tesserati rossoblù, società e mister, con scritto: “Come rosa siamo a ridosso delle prime, da quinto-sesto posto”.
Bene, siamo arrivati quinti (non considero l’ultima giornata perché non cambierà le cose), quindi, logicamente, mi spiegate dove sta il grande campionato del Cosenza? Obiettivo raggiunto, si rimane in Lega Pro e si giocherà la Coppa Italia, niente di più e niente di meno. Va bene essere tifosi ma prima di tutto, per chi segue il calcio, occorrerebbe essere lucidi, neutrali e oggettivi.
P.S. forse con un altro allenatore, un fenomeno della panchina come lo è mister Auteri in queste categorie, saremmo arrivati davvero a superare i nostri limiti e coronare un sogno!

E con Giorgio Roselli abbiamo finito.

Mauro Meluso
Mauro Meluso

Quanto a Mauro Meluso, bravissima persona e ottimo professionista, la “colpa” che gli danno i tifosi è quella di aver indebolito il reparto offensivo.

Il ragionamento è semplicissimo: Meluso ha ritenuto opportuno lasciar andare via Gianluca De Angelis ed Elio Calderini per ingaggiare Arrighini e Raimondi con La Mantia di rincalzo.

Il risultato finale è stato desolante. Arrighini si è rivelato un bidone, Raimondi è stato mandato via dalla disperazione a gennaio e meno male che La Mantia (tra l’altro sempre sacrificato in panchina per far giocare il “bidone”) ha fatto molto meglio di quanto ci si augurasse. E così De Angelis ha fatto grande la Casertana e per 3/4 di campionato ha segnato più gol lui di Arrighini e La Mantia messi insieme…

E non citiamo affatto Cavallaro, che, come tutti i tifosi sanno, è stato un investimento completamente sbagliato.

Questi sono errori da matita… rossa e blu. E ci dispiace per Meluso, che comunque è lo sponsor principale di Roselli. Il discorso adesso andrebbe allargato sulla società ma lo faremo in una prossima occasione.

Forza Lupi sempre!