Cosenza Calcio, ma si può prendere un daspo per un “Guarascio vattene”?

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La questura di Cosenza stavolta non ha messo i “manifesti” ed ha tenuto un profilo volutamente basso. Pochissime “veline”, anche ai media di regime, per la squallida vicenda degli otto daspo da cinque anni sanzionati agli ultrà della Curva Sud, “colpevoli” di aver contestato il presidente Guarascio alla fine della partita di sabato scorso contro la Paganese.

Un provvedimento così viscido e vergognoso che neanche i lecchini del questore e dei poliziotti hanno osato commentare positivamente. Tutti hanno assistito alla partita di sabato scorso al “Marulla” e tutti hanno visto che nessun ultrà della Curva Sud ha invaso il campo per cercare di arrivare (?!?) nella zona dove Guarascio vede le partite. L’unica “pezza” che il questore Conticchio fa dire ai suoi prezzolati è che la legge prima prevedeva l’ingresso in campo per sanzionare il daspo mentre adesso non c’è bisogno di entrare: basta il tentativo… Lasciateci dire che siamo veramente alla negazione di ogni più elementare e civile diritto alla protesta. E non si lamentino poi i signori della questura se la gente non ha fiducia nel loro operato e li guarda in cagnesco sottolineando con ilarità tutte le loro dabbenaggini nel “contrasto” all’illegalità dilagante della nostra città.

Da oggi, dunque, bisogna stare attenti se si dice Guarascio vattene o Guarascio vaffanculo e probabilmente anche se si contesta il sindaco o il presidente della Regione o il ministro dei miei stivali. Ma contro la repressione di questo stato da quattro soldi l’unico mezzo valido per andare avanti è denunciare tutti quei pezzi deviati che a parole dicono di combattere la mafia ma nei fatti sono alleati con i delinquenti. Ecco perché a pagare sono sempre gli stessi e mai i veri colpevoli. Ed ecco perché nessuno ha fiducia nella “giustizia” di questa città.