Cosenza, c’era una volta l’erba del “San Vito”: ora c’è un campo di patate

Questo che vi riproponiamo è un articolo del 15 gennaio quando ai “pochi intimi” del “Marulla” era evidente lo sfacelo del manto erboso. Mister Braglia dichiarava testualmente: “… Giocare a calcio così non è facile. Questo campo non è adatto alla serie C e non sarebbe adatto neanche alla serie D, è una cosa vergognosa…. chi gestisce questo stadio si deve rendere conto che se si spendono soldi per altre cose si possono spendere soldi anche per aggiustare il campo…”. 
OCCHIU’, VA TI SPACCA NA FRESA, TU E I TUOI LECCHINI VECCHI E NUOVI… 

Alla fine tutti i nodi vengono al pettine o – se preferite – il tempo è galantuomo. Ricordate la vicenda dello spettacolo “Notre Dame de Paris” e del palco montato all’interno del rettangolo erboso di gioco dello stadio “Gigi Marulla” la scorsa estate?

Non serviva un profeta per indovinare che il terreno di gioco sarebbe stato danneggiato e così già a luglio, non appena lo stadio aveva riaperto i battenti per la conferenza stampa di presentazione di Trinchera e dell’ormai ex allenatore Fontana, tutti avevano già potuto vedere le condizioni del manto erboso nella parte dove c’è stato il palco del kolossal di Ruggero Pegna.

In realtà, con 47 gradi di temperatura, se copri un prato per 3/4 giorni, è chiaro che l’erba si brucia subito perché ovviamente non avrà acqua. Se lì sopra c’era il palco, era abbastanza ovvio che si bruciasse, com’è evidente dalla foto che pubblichiamo.Com’era facile vedere, gli organizzatori avevano sistemato il “sarcinale” all’interno del rettangolo di gioco del “Gigi Marulla” dalla parte del settore di Tribuna A e, anche se c’è da tenere conto della prospettiva, è abbastanza chiaro che il palco è all’interno del campo di gioco per almeno una quarantina di metri in lunghezza e per una ventina di metri in larghezza.Se a tutto questo aggiungiamo che ormai da anni (sostanzialmente da quando è andato via Massimo Mirabelli prima e il giardiniere Pasquale Grandinetti successivamente) nessuno si è mai più occupato seriamente di tutelare il manto erboso dello stadio e gli allenatori che si sono succeduti hanno fatto quello che hanno voluto “ammazzando” il terreno con continue sedute di allenamento, adesso il risultato è sotto gli occhi di tutti: allo stadio “Gigi Marulla” non si può più giocare decentemente a calcio. E quando (come per la partita di ieri tra Cosenza e Trapani) andiamo in diretta tv (l’emittente era Sportitalia) la vergogna aumenta in misura esponenziale. C’era una volta il leggendario manto erboso del San Vito, ora c’è un campo di patate impresentabile. L’allenatore Piero Braglia ha affermato: “… Poi purtroppo il terreno di gioco non aiuta: se fosse per me, lo dico onestamente, andrei a giocare da un’altra parte… ”.

E ancora: “Giocare a calcio così non è facile. Questo campo non è adatto alla serie C e non sarebbe adatto neanche alla serie D, è una cosa vergognosa. Questo non è calcio, non c’è velocità e non c’è niente. Fortunatamente piove perché con il terreno asciutto sarebbe stato ancora peggio. E’ troppo semplice poi criticare i giocatori, ma chi gestisce questo stadio si deve rendere conto che se si spendono soldi per altre cose si possono spendere soldi anche per aggiustare il campo…”. 

Già, chi gestisce questo stadio? Il Comune di Cosenza. Naturalmente mai e poi mai sentirete una sola parola di protesta da parte del patron Guarascio, completamente in balia del sindaco Occhiuto (che lo tiene per le palle visto che gli appalta ormai da 7 anni il servizio dei rifiuti), che la scorsa estate ha anche sponsorizzato a lungo l’evento di Pegna. Ma per fortuna una buona parte della tifoseria, viste le condizioni nelle quali è ridotto il campo, sta cominciando a protestare.

Se sono stati poco accorti, i signori organizzatori dovrebbero pagare i danni.
O meglio: si dovrebbero mettere le clausole nei contratti. Chi lo ha rovinato avrebbe dovuto fare, a proprie spese, la rizollatura. Ma abbiamo seri dubbi che su quel contratto ci sia una clausola del genere.Della serie: era già tutto previsto. Chi aveva anche avvisato del pericolo è stato chiamato “gufo” per essere educato o è stato insultato da quell’arrogante di Pegna, che evidentemente è convinto che Notre Dame sia come Vasco Rossi…

E adesso, a dimostrazione che il tempo, prima o poi, dà ragione a chi scrive o dice la verità, ecco cosa scrivevamo l’estate scorsa.

Ci dispiace perché il manto erboso del “Marulla” è sempre stato un fiore all’occhiello e uno spettacolo teatrale, un musical di serie B non vale certo i concerti delle rockstar ma abbiamo la netta sensazione che al ritorno del Cosenza in campionato queste macchie sul campo le vedremo per parecchi mesi. Così com’era successo dopo i concerti di Vasco e Ligabue ma allora almeno ne era valsa la pena, oggi invece…

A questo punto, visto e considerato che ormai la frittata è fatta, c’è solo da sperare che questi tre giorni non riducano il “Marulla” come in altre tristi occasioni e il pensiero va inevitabilmente ai concerti di Vasco Rossi e Ligabue che fecero imbufalire la vecchia dirigenza del Cosenza Calcio nei confronti dell’ex sindaco Perugini. Vogliamo scommettere che Occhiuto farà anche peggio?