Cosenza, chi è il (nuovissimo) pentito?

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Si fa sempre più concreta la voce che il nuovissimo pentito della mala cosentina, ultimo in ordine cronologico, sia uno di vecchio stampo. Uno che sin dagli albori ha fatto parte del “locale” di Cosenza. Sin dai tempi dello “Zorro”.

Un uomo d’onore rispettato da tutti, il punto di riferimento per ogni decisione  importante. Una mente lucida ed una intelligenza vivace. Un personaggio carismatico capace di dialogare con amici e nemici. Un reggente in assenza dei boss.

Va detto che la procura antimafia di Catanzaro lo considera un boss. Capace di influenzare e orientare i picciotti sulla strada del crimine. E capace di dirimere anche controversie pesanti tra cosche cosentine e cosche reggine. Qualunque attività criminale deve avere il suo placet, senza il quale nessuno è autorizzato a muoversi. L’ultima parola spetta a lui.

Da un po’ di tempo a questa parte si trova in galera sottoposto come tanti altri boss e picciotti cosentini, una ventina in totale, al 41 bis. Misura chiesta per lui dalla DDA di Catanzaro che, come detto, lo ritiene un vero pezzo da novanta, non solo per la conoscenza e lo spessore criminale, ma soprattutto perché è stato colui il quale più degli altri ha tenuto le relazioni con esponenti di Palazzo dei Bruzi. E di almeno altri tre comuni del cosentino.

Gestiva per conto della sua cosca le relazioni con mediatori di sindaci e politici. Parlava di appalti, cooperative e affidamenti diretti. Un profondo conoscitore della malapolitica cosentina. Di lui si dice che stia collaborando da almeno tre mesi. Ed è questo, stando alle indiscrezioni che ci giungono, uno dei motivi principali perché fino adesso non è scattata ancora la maxi operazione che da tempo noi come giornale annunciamo.

Perché la sua collaborazione è diventata la principale fonte per capire come è composta e da chi è formata la cupola politica/mafiosa a Cosenza.

Per dirla come qualcuno di importante ci riferisce, il pentito X è tri spanni sopra  Lamanna, Bruzzese e Foggetti. Uno che può veramente svelare tutti i retroscena della commistione tra malandrini e sindaco.

Dicono che ha partecipato negli ultimi anni a tutte le operazioni messe in piedi dalla mala, specie in campagna elettorale, per favorire candidati a loro favorevoli. Sa tutto di tutti, perché tutti dicevano tutto a lui. Parla in prima persona di incontri e rapporti con esponenti del mondo politico locale. E si dice che abbia già indicato il suo tramite al Comune di Cosenza.

Ha parlato di prestanomi e ditte che si prestano al giochetto degli affidamenti diretti. Insomma pare che questa volta la DDA abbia fatto centro con questa acquisizione che rafforzerà le già gravi deposizioni degli altri pentiti.

Per il momento non è dato sapere il nome, quello che circola è solo un profilo della sua “personalità”,  al quale ognuno può accostare un nome. Buon totopentiti a tutti.

GdD