Cosenza, ecco il clan delle cooperative che fanno affari con Occhiuto

Chiediamo scusa ai nostri lettori se, per iniziare questa domenica, pubblichiamo una fotografia che potrebbe dare fastidio ai più facilmente impressionabili e magari anche ai bambini, ma anche oggi dobbiamo dirvi che è necessario. In tanti ormai ci chiedono di far vedere ai cosentini qual è la nuova gerarchia delle cooperative, insomma chi è che fa i soldi con tutto quell’ambaradan messo in moto da Giacomo Mancini e che adesso è finito nelle mani di un delinquente e truffatore conclamato come Mario Occhiuto. Tutti sanno che il cazzaro, grazie al suo amico prefetto Cannizzaro, si è tolto dalle scatole i presidenti che gli davano fastidio affibbiandogli una interdittiva antimafia e dunque è più che giusto che si sappia chi è che se ne sta avvantaggiando.

Questa foto potremmo intitolarla “il cazzaro e i suoi lecchini” Iniziamo con il primo da destra, del quale finalmente riusciamo a vedere la faccia. E’ il suo preferito, quello che i dipendenti delle cooperative definite “cattive” chiamano semplicemente il lecchino del sindaco e al secolo è Maurizio Morelli, l’ unico che gestisce due cooperative, Semper e Semper uno e che ha in mano l’intera gestione dello spazzamento cittadino, un affare che gli rende parecchi soldini.

Vicino al cazzaro, con la camicia azzurra, c’è Fiore Bruzzese e subito dopo Eugenio De Angelis mentre alle spalle dell’allegra comitiva c’è Francesco Gagliano.

Fiore Bruzzese (o Abruzzese), presidente della cooperativa “I Due Fiumi”, associato in ATI (associazione temporanea di imprese) con le cooperative di Gennaro Acri e Ippolito Tuoto, ha la manutenzione di tutto il verde della città, compresa la villa nuova. Un altro business da parecchi soldini, che ha fatto fuori tutte le altre cooperative.

Eugenio De Angelis invece, deus ex machina della cooperativa “Alarico” è quello che ha l’appalto dei cimiteri, nel quale lavora anche il Gagliano, che però non è a tempo pieno, visto che lavora privatamente anche in uno studio commerciale per “arrotondare” che – poverino – i soldi non gli bastano. La longa manus di De Angelis (e Gagliano) si estende sui cimiteri di Cosenza, Samt’Ippolito e Donnici e vi renderete conto quanti altri soldini porta al clan del cazzaro e delle cooperative.

Questo è quanto dovevamo ai nostri lettori più curiosi ed esigenti e torniamo a scusarci con gli altri per aver pubblicato questa fotografia decisamente “forte”. Ma vi renderete conto che era oltremodo necessario.