Cosenza, concorso per tecnici di Radiologia all’ASP: e la farsa continua

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Si legge in questo periodo di denunce nei confronti di dirigenti dell’azienda ospedaliera di Cosenza e della stessa ASP di Cosenza in merito al trasferimento di medici per privilegiare parenti, amici e amici degli amici.

Nonostante ciò, i vertici dell’ASP continuano con le loro magagne fregandosene della legge.

La legge prevede che prima di far partire un concorso o un avviso pubblico si deve, per forza di cose, espletare la mobilità regionale o extra regionale, dando l’opportunità a chi lavora distante dal luogo di residenza di potersi avvicinare.

Accade cosi che l’ASP di Cosenza invece di dare spazio alla mobilità pubblica dapprima dà il via libera ad un concorso pubblico e subito dopo ad un avviso pubblico per 6 posti di tecnici di Radiologia dei quali 3 riservati alla stabilizzazione del personale precario già in servizio.

Questo significa provvedere alla stabilizzazione soltanto di chi ha amici o parenti all’interno dell’ASP.

E poi perché non dare la possibilità di avvicinamento a chi ha presentato domanda di mobilità?

Lettera firmata

Abbiamo pubblicato questa lettera il 16 novembre scorso.

A nove giorni di distanza, nonostante la varie richieste di chiarimento a Remigio Magnelli, alias Fra’ Remigio da Varagine, da parte degli esponenti del collegio per tecnici di Radiologia di Cosenza e nonostante le varie lamentele sui social network in merito alla pubblicazione dei concorso/avviso (farsa) per 6 tecnici di Radiologia di cui 3 riservati al personale precario (fortunato), all’ufficio protocollo dell’ASP di Cosenza continua la fase di accettazione delle domande che arrivano da varie parti d’Italia.

Il tutto senza tenere in considerazione il decreto N. 2 del 26 marzo 2015 emanato dal commissario Scura in merito al RECLUTAMENTO DEL PERSONALE nelle Aziende del Servizio Sanitario Regionale, soggette a piano di rientro e il cui capitolo 4 spiega le linee guide a cui attenersi tenendo presente il limite di spesa previsto dall’art 2-comma 7 della legge 190/2009 rispettando le procedure di RECLUTAMENTO previste dal D.Lgs 165/2001.

Se i direttori generali o commissari straordinarii non si attengono a ciò la pena è la risoluzione del contratto con trasmissione degli atti alla Procura Regionale della Corte dei conti per la Calabria per le determinazioni di competenza nonché per rendere nulli tutti gli atti emanati.

Linee guida che prevedono un ordine ben preciso quali:

1) immissione in ruolo dei vincitori di concorso pubblico fermorestante la validità delle graduatorie;

2) attivazione della mobilità;

3) scorrimento delle graduatorie prima di bandire nuovi concorsi;

4) possibilità di attingere a graduatorie di altre aziende: l’importante è che siano posti con lo stesso profilo professionale;

5) bandire nuovi concorsi espletanto per prima la mobilità.

Probabilmente del decreto emanato da SCURA non gli importa, altrimenti non sarebbero passati direttamente al punto 5 oltrepassando gli altri punti oppure rischiano tutto perché devono provvedere a sistemare amici o parenti.

Quindi, per arrivare al nocciolo della questione: qual è lo scopo di questo concorso?

Perché riservare 3 posti ai personale tecnico precario quando all’interno della stessa ASP i precari tecnici di radiologia sono certamente più di 3 e offrono i loro servizi da anni?

Perché bandire un concorso/avviso senza tenere conto del limite di spesa, spreco di danaro pubblico, quando esistono procedure di RECLUTAMENTO DEL PERSONALE a costo zero?

Sono domande a cui i vertici aziendali dell’ASP non hanno risposto. Ci penserà Faccia di plastica, depressione cronica permettendo, o il commissario in pectore della sanità calabrese ovvero Palla Palla o addirittura il suo braccio destro Franco Pacenza?

La sensazione è che, come al solito, non risponderà nessuno.