Cosenza, congresso provinciale Pd. Mazzuca: è un inciucio tra portaborse

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Questo Pd non ci interessa e soprattutto non interessa ai cittadini. Mentre abbiamo appreso che a Reggio Calabria non si celebra il congresso provinciale, invece a Cosenza, in questa fase precongressuale, è di scena l’inciucio di bassissima lega tra due capistruttura di due assessori regionali della giunta guidata dal presidente Mario Oliverio. Ecco la farsa del congresso cosentino. Non ci interessa che ci sia o meno un’incompatibilità statutaria tra la funzione di segretario provinciale e l’essere nello stesso tempo segretario particolare di un assessore della giunta Oliverio.

Siamo abituati da sempre, per tradizione ed etica politica, a praticare una distinzione tra chi governa il partito e chi ha ruoli di governo nelle istituzioni.
La sintesi a Cosenza dovrebbe essere rinvenuta e ritrovata sui programmi, sulle idee, sulla visione del partito e non, come sta accadendo oggi tra Guglielmelli e Loizzo, in base alle logiche spartitorie del potere regionale che vedono come regista il governatore della Calabria.

Io non ho mai pensato di candidarmi per la segreteria provinciale del Pd, appunto perché ricopro un ruolo in una struttura politica del consiglio regionale. Le due cose devono essere divise e distinte. Lo ribadisco con forza. La logica di avere un Partito democratico al servizio del governatore di turno ha prodotto in questi tre anni sconfitte su sconfitte. I dati oggettivi parlano chiaro.  E si è prodotta una classe dirigente attraverso l’utilizzo di prebende regionali. Un Pd così rischia, alle prossime scadenze elettorali, di inanellare un’ulteriore sconfitta. Una visione proprietaria del Partito che sicuramente rischia di fare implodere il Pd, il soggetto politico che abbiamo messo in campo dieci anni fa anche in Calabria.

Giuseppe Mazzuca