Cosenza corrotta, Cirò blocca i suoi investimenti

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Dopo la pubblicazione del nostro articolo in merito agli investimenti di Cirò, qualcosa è successo.

Avevamo informato i lettori dei notevoli investimenti economici realizzati da Giuseppe Cirò, ex capo segreteria del sindaco cacciato a pedate dal Comune con ignominia perchè denunciato dal sindaco in procura che lo accusa di aver sottratto indebitamente oltre 50mila euro dalle casse comunali.

Cirò è sempre stato un amante della bella vita: macchinoni, gioielli, viaggi. Tant’è che gran parte del malloppo sottratto ai cosentini, evidentemente, lo ha speso nell’acquisto di un attico e di un ristorante in pieno centro (una traversa di corso Mazzini).

C’è chi dice che il prestanome dell’operazione “ristorante” sia il fratello di Cirò.

L’ex segretario cacciato a pedate, altrimenti detto mister 20%, dopo la pantomima con Occhiuto e gli accordi presi con Spagnuolo, pensava di aver risolto i suoi problemi e di poter continuare indisturbato le sue attività di riciclaggio del denaro rubato ai cosentini. Ma non aveva messo in conto i nostri articoli che raccontano dei suoi intrallazzi. E così si è trovato spiazzato e costretto rivedere la sua “strategia”.

Alla luce di questo qualcuno deve avergli fatto notare che non è più il caso di continuare nell’investimento, almeno per il momento. Troppo movimento di denaro, dopo il nostro sputtanamento, non è cosa buona: qualcuno della procura, per salvare le apparenze, potrebbe essere costretto da questa circostanza a chiedergli conto. Anche se nessuno della procura mai lo farà. Ma resta una situazione che va evitata assolutamente. Come si dice: è sempre meglio non dare nell’occhio. E soprattutto non dare “sponda” al nemico.

Così Cirò ha deciso di sospendere i lavori per la creazione del suo ristorante extra lusso in pieno centro.

E per rendere credibile l’operazione ha disdetto da diversi commercianti l’ordine di materiale ed attrezzatura per ristoranti, in alcuni casi già impacchettata e pronta per essere spedita. Meglio agire così e far passare il tutto come un tentativo di investimento andato male, piuttosto che dar adito a qualcuno di pensare ad una azione di riciclaggio del denaro rubato ai cittadini. Ora può tranquillamente dire: pensavamo che la banca X ci concedesse il prestito invece così non è stato e siamo costretti a sospendere i lavori fino a nuovo ordine.

Una operazione che gli è stata consigliata da qualcuno che pratica le aule del tribunale, non tanto per paura di procedimenti contro di lui da parte di Spagnuolo, ma piuttosto per un probabile intervento della DDA di Catanzaro. Meglio trovarsi pronti e non strafare. E soprattutto avere tutte le carte in regola.

Svanisce per il momento il sogno di Cirò. Che non demorde e rimanda il tutto a data da destinarsi. Gli ha detto Spagnuolo: giusto il tempo di far passare “a nuttata”. Poi tutto ritornerà come prima. E potranno ritornare a vivere tutti felici e contenti. Ara faccia di caggi ca paganu sempri.

GdD