Cosenza corrotta: ecco come l’ispettore Ciciarello informava il clan

Concorso esterno e associazione a delinquere di stampo ‘ndranghetistico.

Sull’ex ispettore capo della Squadra Mobile della questura di Cosenza, Vincenzo Ciciarello (arrestato un anno fa), la DDA di Catanzaro ha raccolto una voluminosa mole di materiale investigativo, che viene ampiamente illustrata nell’ordinanza con la quale si chiede e si ottiene il suo arresto.

Ecco il dettaglio delle accuse. Un triste rosario che ci restituisce un’immagine squallida del compito di servitore dello stato ma che proprio per questo devono essere a conoscenza dell’opinione pubblica e dei cosentini.

Anche adesso che si sono concluse le indagini preliminari: Repetita juvant.

1) rivelava illecitamente a COSTABILE Enrico Francesco, il quale a sua volta si faceva latore dell’informazione acquisita verso RANGO Maurizio e FOGGETTI Adolfo, che nell’abitazione dello stesso RANGO era stata installata una microspia in conseguenza delle indagini scaturite dall’omicidio di MESSINETTI Francesco.

2) rivelava, illecitamente, sempre a COSTABILE Enrico Francesco, il quale si faceva latore delle informazioni acquisite verso i sodali della cosca, che dalle intercettazioni di cui sopra erano scaturite indagini relative alle estorsioni compiute dalla cosca nei confronti di taluni esponenti della famiglia FOGGETTI, noti giostrai, legati da parentela a FOGGETTI Adolfo, nonché altre indagini relative al tentativo di estorsione nei confronti di CAROLEI Ottavio, indagato nell’ambito del procedimento scaturito dall’omicidio MESSINETTI di cui sopra;

3) rivelava illecitamente a COSTABILE Enrico Francesco, il quale si faceva latore dell’informazione acquisita verso RANGO Maurizio, che nei pressi dell’abitazione di LAMANNA Daniele, elemento di spicco della cosca, era stata installata una telecamera, poi effettivamente rinvenuta dagli indagati in data 17.04.2014;

4) rivelava illecitamente a COSTABILE Enrico Francesco, il quale si faceva latore dell’informazione acquisita verso i sodali della cosca, che nell’autovettura Audi A3…, in uso a BEVILACQUA Celestino, detto “Ciccio'”, esponente della cosca, era stata installata una microspia, poi effettivamente rinvenuta dall’indagato in data 01.03.2014;

5) rivelava illecitamente a COSTABILE Enrico Francesco, il quale si faceva latore delle informazioni acquisite verso i sodali della cosca, che in data 27 novembre 2014 sarebbero state eseguite diverse ordinanze di custodia cautelare nei confronti di esponenti della cosca medesima, alcuni dei quali – Abbruzzese Antonio, Bevilacqua Celestino e Sottile Ettore – effettivamente si rendevano irreperibili sfuggendo alla cattura;

6) presentava il COSTABILE al Dirigente della Squadra Mobile di Cosenza e ad un Ufficiale di P.G. ivi in servizio come presunto “confidente” in grado di fornire informazioni inerenti l’associazione di ‘ndrangheta; produceva in merito 4 relazioni di servizio contenenti le presunte delazioni dello stesso COSTABILE, rivelatesi nel corso delle indagini prive di fondamento, rilasciate al fine di accreditarsi come “confidente” e acquisire così notizie riservate;

7) riceveva, quale corrispettivo del predetto aiuto qualificato all’associazione ‘ndranghetistica in questione, svariate somme di danaro da parte di appartenenti al clan medesimo, nonché altre utilità a titolo gratuito, quali pezzi di ricambio del proprio autoveicolo ed ingressi e trattamenti di favore per sé ed i propri familiari presso locali notturni di Cosenza e della costa tirrenica cosentina, controllati da esponenti della cosca medesima.

Così concorreva  al  mantenimento, al rafforzamento e allo sviluppo della medesima associazione di ‘ndrangheta RANGO – ZINGARI facente capo a Rango Maurizio

I fatti sono stati commessi dall’anno 2012 al novembre-dicembre del 2014.