Cosenza corrotta: Fabio Gallo, i riti “vudu” e le signore anticristo

La Calabria e in particolare la provincia di Cosenza sono purtroppo oggetto, ormai da molti decenni, delle vergognose attenzioni di gente senza scrupoli che aderisce a sette sataniche o che si impegna in riti blasfemi e propiziatori.

Proprio qualche giorno fa le cronache hanno riferito di sette sataniche in azione nella zona di Cetraro. Prendendo spunto da questa recente notizia, siamo rimasti colpiti da una dichiarazione di Fabio Gallo, l’ex ballerino e coreografo cosentino, che venne coinvolto all’inizio degli anni Novanta in una assurda macchinazione ordita dalla procura di Cosenza dalla quale è uscito completamente pulito ma della quale non si conoscono ancora bene i contorni. Fermo restando che il principale accusatore di Gallo, il procuratore di Cosenza Alfredo Serafini, adesso si trova all’inferno dopo non aver mai fatto il suo dovere di giudice super partes. 

Ma veniamo alla dichiarazione di Fabio Gallo relativa alle sette sataniche e in particolare ai riti “vudu”. 

L’INCREDIBILE VICENDA DI FABIO GALLO 

Care Mariaelena Ciardullo e Monica Nicoletti, nel Dicembre 1993 nella sede della Scuola di Danza che portava il mio nome, ritrovammo una serie di “vudu” posizionati in angoli particolari della sede associativa.

Dopo una serie di indagini, grazie ai richiami di tali “vudu”, furono identificate le due donne che avevano posto in essere la spregiudicata e blasfema operazione in una sede dove, tra l’altro, c’erano tanti bambini.

Si potrebbe immaginare che tale pratica sia da ricondurre a persone di bassissimo livello culturale. Invece, con nostra grande meraviglia e costernazione, nostro malgrado, abbiamo dovuto prendere atto che le due signore, erano laureate e vicine al Tribunale di Cosenza in quanto una delle due (madre e figlia) prestava sevizio per il Palazzo di Giustizia nella qualità di perito.

Quando sono stati aperti i pupazzi incredibilmente somiglianti alla mia persona perché scolpiti con la cera, vi erano due grandi spille, una sul cuore e una sul ventre.

Quest’ultima attraversava il nastro sul quale era scritto “amore o morte”.

Preciso che ho studiato Antropologia e sono laureato con 110 e lode accademica.

Ciò, non per attestare vanità, ma per certificare l’accaduto davanti, tra l’altro, a numerose persone che ne furono e ne sono, se pur a distanza di anni, testimoni.

Il processo che mi vide imputato fu costellato da signore viziose che ne combinavano di cotte e di crude a mio carico e che, fortunatamente, grazie ad una serie di indagini dei carabinieri disposte dalla magistratura, furono scoperte.

Fu proprio grazie alle attività morbose, delinquenziali e nefaste di queste “signore anticristo” che ho potuto provare a numerosi Tribunali la mia onestà, vincendo tutti i processi scaturiti dall’unico dal quale uscii sconfitto, perché tenutosi a Cosenza, tra la gente su citata.

Ma… L’Immacolata Concezione… esiste eccome !!!

Fabio Gallo