Cosenza corrotta, Granata si affida agli intrighi legali dell’avvocato Pugliese

Angello Pugliese e Marcello Manna Foto tratta dal libro "Mamma 'ndrangheta" di Arcangelo Badolati
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Chi difende ancora Maximiliano Granata, il presidente del Consorzio Valle Crati, nel cerchio magico di Occhiuto, che è di fatto il primo “colletto bianco” perseguito dalla procura di Cosenza? C’è da scongiurare il rischio che venga confermata l’interdittiva dai pubblici uffici per un anno già sanzionata dal giudice Giuseppe Greco su richiesta del procuratore aggiunto Marisa Manzini. E proprio oggi il Tribunale del Riesame discuterà il ricorso presentato dal faccendiere cosentino. 

La politica ha dato mandato inevitabilmente a Marcello Manna, alias il quaquaraquà, il compito di fare qualcosa e così dal cilindro magico è uscito fuori il nome di uno dei suoi “ragazzi”, l’avvocato Angelo Pugliese.

Pugliese ha fatto parte a lungo della corazzata di Manna. Parliamo degli anni Novanta quando a Cosenza si consuma la delegittimazione del processo Garden. Il nome di Manna veniva associato a fatti censurabili anche penalmente nella gestione dei collaboratori di giustizia.

La tesi del magistrato era molto semplice: il quaquaraquà Manna e gli altri incidevano sui pentiti affinchè formulassero accuse indiscriminate anche nei confronti dei magistrati.

Manna si mette in prima fila per introdurre i nuovi pentiti. E dà talmente nell’occhio che Stefano Tocci, il pm dell’operazione Garden, non li prende in considerazione perché gli sembrava davvero incredibile che uno dei difensori più agguerriti del processo Garden fosse anche il procacciatore di pentiti a carico dei suoi assistiti.

Un comportamento di una gravità inaudita. Pensate che Tocci, in un colloquio telefonico con l’avvocato Angelo Pugliese, il 16 gennaio 1997, dichiara di essere preoccupato per il prode Manna. Certo, qualcuno poteva vendicarsi su di lui, vista la sua “straordinaria” trasversalità. Ma poteva anche essere arrestato per inquinamento delle prove…

Dunque, Pugliese è una sorta di braccio destro di Marcello Manna ed è da qui che parte la sua carriera e di lavoro (benedica!) ce n’era da buttarlo con tutti quei pentiti da gestire per smontare il processo. Pugliese all’epoca era molto giovane (poco più di 30 anni) e da quel praticantato è diventato uno dei penalisti più importanti del porto delle nebbie.

Luberto e Nunnari

E’ lui, per esempio, che difende don Alfredo Luberto sbertucciato mediaticamente per le sue pacchiane ruberie e atrocità all’Istituto Papa Giovanni XXIII di Serra d’Aiello. E la cupola cosentina ottiene grandi vantaggi per questo ladrone, che non ha fatto un giorno di galera e sverna alla grandissima nell’Episcopio di Como.Ed è ancora lui che viene chiamato dalla stessa cupola a prendere la difesa di Isabella Internò, l’ex fidanzata di Denis Bergamini, dal periodo in cui la procura di Castrovillari l’aveva indagata per concorso in omicidio volontario. Il gancio è la sorella Raffaella, a lungo vicequestore a Cosenza, esperta poliziotta. Lavora a Paola e lì c’è il marito della Internò.

E’ persino uno dei legali di Ciccio Modesto e lo marca “ad uomo” per non fargli dire davanti ai giornalisti che poco tempo prima aveva denunciato Mimmo Barile, il cognato del magistrato che l’ha arrestato.Insomma, il livello è molto alto. Non si può certo dire che Granata sia stato lasciato solo al suo destino. Anche perché l’avvocato Angelo Pugliese, come il suo maestro Marcello Manna, è straordinariamente versatile. Un quaquaraquà in miniatura, se possibile.

Qui ci viene in soccorso Emilio Grimaldi, giornalista di lungo corso di Acri, che ha raccontato queste storie sul suo blog “L’Url di Emilio Grimaldi”.

Nello studio di Angelo Pugliese, uno dei legali che difende il Comune di Acri in diversi procedimenti civili e penali, lavora la nipote del sindaco, Nicola Tenuta, di stretta osservanza cinghialesca.

L’attuale primo cittadino non ha mai avuto dubbi nell’assegnare a Pugliese alcune importanti cause che interessano e soprattutto vengono retribuite da tutta la collettività di Acri.
Non si è mai posto il problema in ordine all’opportunità formale e sostanziale della buona pratica politica.

Allo stimato professionista, con studio in Rende, è stata affidata, per esempio, la denuncia querela per falso ideologico contro chi avrebbe dichiarato la sussistenza dell’equiparazione dei titoli di laurea al fine della destinazione di un dipendente comunale presso l’ufficio del Giudice di Pace di Acri.

Attenzione, non è una causa di poco conto: è invece una questione fondamentale per il futuro della città di Acri, non solo per la bagarre che ha promosso infine Giovanni Cofone, ma anche per il pregiudizio che potrebbe nascere nei cittadini visto che, attualmente, svolge anche il ruolo di responsabile degli Affari legali ed istituzionali. Quindi potrebbe trovarsi, per l’ennesima volta nella sua vita professionale, in plateali conflitti di interesse: di parte al Comune e di parte anche presso il Giudice di Pace. Capito qual è la posta in palio?

Ma non solo: Angelo Pugliese gestisce anche i processi in cui il Comune di Acri è costretto a difendersi per abuso d’ufficio e molte altre vertenze che vedono impegnate l’Amministrazione acrese, da un lato, e cittadini, dall’altro, nelle aule del Tribunale di Cosenza in attesa di giudizio.

Un’Amministrazione senza scrupoli, questa di Tenuta: non è la prima volta infatti che si distingue in intrighi personali e legali.

Ricordiamo, per onor di cronaca, che in Giunta siede l’avvocato Franco Gencarelli, accusato dal Comune che l’ha nominato di aver apposto delle firme false in calce ad un procedimento di risarcimento pari a circa 600 mila euro. Il legale che, in questo caso, porta avanti le ragioni dell’Ente è Maurizio Feraudo, ex compagno di studio dello stesso Gencarelli.

E gli interessi personali, o meno, di Tenuta nell’assegnare diversi incarichi all’avvocato Stanislao De Santis, prima, durante e dopo aver acquistato alcuni beni immobili da lui medesimo. Questione su cui il sindaco ha preferito sorvolare.

Stanislao De Santis, tanto per non sbagliare, è stato nominato da appena qualche giorno commissario dell’Ordine degli Avvocati di Cosenza.

Perché a Cusenza 2+2 fa sempre… 3 come diceva un mio amico.