Cosenza corrotta: il Commissario Carbone ancora in silenzio e tra due fuochi

Angelo Carbone
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Commissà, se ci sei batti un colpo. Non so se te ne sei accorto, ma al Comune sta succedendo l’ira di Dio. Non è che per cortesia potresti dire qualcosa a riguardo? Se non ti è di troppo disturbo.

Giusto due parole per far vedere che esisti. Sei o no un servitore dello stato? Uno di quelli che vanno in giro a predicare legalità e onestà. Uno di quelli che aspira ad essere chiamato Eccellenza.

Anche se qui, a vedere come ti stai comportando verrebbe da dire, come disse Totò all’onorevole Trombetta: Eccellenza chi? Ma mi faccia il piacere! Per non scadere (io, non certo Totò) nel suo più classico: Eccellenza… prrrrrrrrrrrrr!

Eh sì, caro Carbone, una pernacchia potrebbe starci: il suo silenzio è imbarazzante. Ti avevo scritto un po’ di giorni fa per informarti che il ministro degli Interni, 4 deputati, un paio di senatori, un cinghiale, nonchè tutti i cittadini di Cosenza avrebbero gradito un tuo intervento in merito ai debiti dell’ex sindaco Occhiuto pagati dal Comune, giusto per fare chiarezza in vista del voto amministrativo, ma a te, Carbò, i na ricchia tè trasuto e di l’atra tè isciutu.

Hai il dovere di rispondere, Carbò. La gente deve capire chi ha ragione e chi ha torto. Chi dice il vero e chi dice il falso. Cosa che solo il tuo ruolo, in quanto terzo, può chiarire.

Mi ero anche permesso di suggerirti come muoverti, cosa che vedo non hai recepito. Carbò, non ci vuole una laurea (cosa che lei, la laurea – solo nelle parentesi le dò del lei – suppongo abbia) per rispondere a questa legittima domanda.

Te lo ripeto: chiama a SCONZA, il superpensionato strapagato dal Comune di Cosenza vita natural durante (ppe cent’anni), fatti portare le carte che se vuoi le guardiamo insieme. E che ci vuole!

Un po’ di impegno Carbò, ecchecosè, aspiri o no all’Eccellenza? E datti da fare. Ti conviene pure a te se ci pensi. In questa storia di corruttela cosentina, che presto assurgerà agli onori delle cronache nazionali, ti puoi fare un nome. Vedo già il titolo: “l’impavido commissario Carbone sconfigge la corruzione a Cosenza, e mette a nudo Occhiuto”. Te lo devi guadagnare questo titolo però!

Altrimenti fai la fine, come ti ho detto sopra, dell’onorevole Trombetta ogni volta che Totò lo incontra. Lo so che tu stai pensando: ma chi me lo fa fare, devo resistere solo qualche altro giorno, e cose così.

Ma purtroppo ci sei ‘ngappatu tu, e non puoi sottrarti. Carbò, stammi a sentire, ne puoi uscire bene: mantieniti neutro rispetto alle opinioni il più possibile, e sciorina solo numeri, date, e documenti. Attieniti solo al controllo “amministrativo” delle carte, segnalando solo le irregolarità negli atti, le omissioni, e tutti i ‘mmualici che trovi. Se fai così nessuno può dirti niente, neanche Occhiuto.

Del resto, questo, cioè controllare, fa parte del tuo mestiere. Se qualcuno ti dice: ma che stai facendo? Tu puoi sempre rispondere: il mio dovere, ovvero il mio lavoro! Puoi farci un figurone, credimi. Roba da applausi. Pensa solo agli elogi che ti farà il ministro Alfano.

Per settimane non si parlerà altro che del tuo coraggio e del tuo impegno. Tutti ti citeranno come fulgido esempio da seguire. Un’Eccellenza, appunto! Ci può scappare anche una medaglia. Insomma, ti ho detto quali sono i pro e contro, ora tocca a te decidere da che parte stare: dalla parte della Giustizia e della gente, oppure essere complice silente del malaffare.

Sono sicuro che farai la scelta giusta che è quella dell’onestà e della legalità. Fossi in te mi metterei subito al lavoro, perché alla fine, vuoi o non vuoi, tu ci sei dentro, ed “è più facile fare un lavoro bene che spiegare perché non l’hai fatto”.

GdD