Cosenza corrotta: il finto sistema di Cirò e le bugie di Spagnuolo e Cozzolino

L’omertà che vige al Comune di Cosenza è una delle vergogna assolute di questa città. Abbiamo provato a contattare il dirigente dell’economato più volte solo per chiedergli il funzionamento del suo ufficio e qual è il meccanismo che regola i rimborsi dei dipendenti comunali che devo recarsi in missione per ragioni di ufficio, che sistematicamente si è sempre negato. Non mi pare una domanda inopportuna o che obbliga il dirigente a svelare segreti di ufficio. Eppure non parlano, si nascondono dietro il classico, “sono in riunione”, oppure, “non è in ufficio richiami più tardi”. . Comunque non ci siamo arresi ed abbiamo chiesto in giro per capire come funziona il rimborso spese delle missioni per i dipendenti pubblici, compreso il sindaco. Perché la versione della procura sulla cresta fatta da Cirò sui rimborsi dei viaggi del sindaco, francamente non convince.

Tutto fa capo, e ruota attorno all’economato comunale. Struttura organizzativa di appartenenza al Settore 12 – Programmazione Risorse Finanziarie – Bilancio – Patrimonio. Allo stato diretto dalla dirigente  Ada Francesca Federico.

I compiti dell’economato sono: acquisti di beni e servizi, pagamenti economali e rendicontazioni, missioni dipendenti e amministratori, contabilità mensile, trimestrale e annuale delle entrate di cassa e dei diritti di segreteria, gestione e custodia oggetti smarriti, gestione richieste di certificazione anagrafica, cassa riscossione proventi.

La voce che ci interessa è questa: missioni dipendenti e amministratori. Che sarebbe la “voce” da cui Cirò avrebbe sottratto, verosimilmente durante tutto il quinquennio della prima consiliatura Occhiuto, più di 50mila euro. Dice la procura che Cirò si sarebbe fatto rimborsare dall’economato somme a rimborso di viaggi mai effettuati dal sindaco. E in altri casi avrebbe gonfiato le “pezze giustificative”.

Ora, escludendo la cresta dalla voce di “spese di rappresentanza” che risultano essere per tutto il quinquennio scorso quasi 34mila euro, cioè meno di quanto Cirò avrebbe lucrato, non rimane che il capitolo delle spese del sindaco. L’unico a cui Cirò poteva attingere.

Ricordiamo che Cirò non poteva firmare niente di niente, specie richieste di denaro o rimborsi in quanto non assunto con funzioni dirigenziali. Poteva però dire al dirigente da quale capitolo prendere i soldi per i rimborsi farlocchi. Nonché “istruire” la pratica farlocca sempre da sottoporre alla firma del dirigente.

Funziona più o meno così: il dipendente comunale che deve recarsi in missione fuori città per ragioni di ufficio, deve compilare un apposito modellino in cui specifica tutto (durata e motivo della missione, chilometri percorsi, eventuali pernottamenti, vitto)  che deve essere firmato dal dirigente del suo settore. Dopo di che l’impiegato si reca in economato con l’autorizzazione alla missione firmata dal suo dirigente, e riceve l’anticipazione, in genere è pari al 75% del totale chiesto, e il restante 25% viene liquidato quando l’impiegato torna dalla missione e presenta tutti gli scontrini. I consiglieri comunali che devono svolgere una missione istituzionale fuori città, devono anche loro compilare il modellino e farsi autorizzare, in questo caso, dal presidente del consiglio comunale. I dirigenti, va da se, che si autorizzano da soli. Ogni amministrazione pone un tetto a queste spese, superato il quale ognuno paga di tasca propria.

Insomma per ricevere i soldi dall’economato, abbiamo capito che servono due firme: quella del dirigente che autorizza l’impiegato o se stesso, e la firma del dirigente del servizio economato che dopo aver riscontrato l’avvenuta missione, sborsa i quattrini. 

La domanda a questo punto è: chi autorizza invece le missioni del sindaco? Chi firma le carte per chiedere e ricevere il rimborso?

Il sindaco in quanto tale può anche autoautorizzarsi, come fanno i dirigenti, oppure può “delegare” il suo capo gabinetto che a differenza del capo della segreteria ha funzioni amministrative e dirigenziali. Per capirci: Potestio poteva firmare, Cirò no. Infatti tutte le richieste e le liquidazioni relative alle spese di rappresentanza dal 2011, al 2015, sono firmate da Potestio e dal dirigente Ugo Dattis.

Stando alla tesi della procura, alla quale non crede nessuno, neanche Cozzolino che si è affannato a divulgarla, Cirò compilava il modellino con gli estremi della missione, poi scendeva giù in economato e il dirigente senza la firma dell’autorizzazione alla missione, liquidava Cirò.

Magari liquidava Cirò per un viaggio del sindaco di 4 giorni, ad esempio a Roma, e poi capitava allo stesso dirigente di incontrare il sindaco in giro per i corridoi del Comune negli stessi giorni in cui doveva essere in “missione”. Ovviamente senza porsi nessuna domanda. E senza chiedere niente a Cirò.

Oppure Cirò preparava il modellino, lo portava a firmare a Potestio, e poi incassava. Se così è allora vuol dire che non è vero che Occhiuto non sapeva, figuriamoci se Potestio firmava rimborsi farlocchi a Cirò senza l’assenso del suo padrone. Stessa cosa ovviamente se queste autorizzazioni se le auto firmava e poi mandava Cirò giù all’incasso.

Per essere sicuri di questo meccanismo che pare essere per i dirigenti del comune il quarto segreto di Fatima, una cosa che nessuno deve sapere, abbiamo interpellato l’ex sindaco Salvatore Perugini chiedendogli come funzionasse il rimborso dei suoi viaggi istituzionali, durante la sua consiliatura. E così ha risposto: “ne ho fatto pochi a carico del Comune. Se mal non ricordo anticipavo le spese vive e poi il Comune tramite economato mi rimborsava dietro consegna dei documenti giustificativi in originale. Mi pare di ricordare che curasse tutto la segreteria del sindaco”.

Gli abbiamo chiesto di specificare se la richiesta di rimborso, da recapitare all’economato era lui a firmarla oppure no. E lui ha così risposto: “non ricordo sono passati anni”.

C’è da aggiungere un’altra cosa ed è quella che Cirò che secondo la procura ha fatto tutto da solo, nel compilare il modellino doveva per forza inserire dati credibili. Non poteva scrivere, ad esempio, stronzate del tipo: rimborso viaggio sindaco a New York di 15 giorni per missione istituzionale totale 8.000 euro. Avrebbe dovuto procurarsi biglietti d’aereo, fatture di hotel e ristoranti di New York, e soprattutto avrebbe dovuto dimostrare al dirigente dell’economato l’avvenuto viaggio di una missione di cui nessuno sa niente. Ma ti pare che il sindaco va 15 giorni a New York per questioni istituzionali e nessuno ne dà notizia? Neanche il suo ufficio stampa. Troppo complicato. Di una truffa così se ne sarebbero accorti tutti e subito.

L’unico modo per Cirò, di fare quello che dice Cozzolino senza che ne nessuno se ne accorgesse, era lucrare sui tanti viaggi del sindaco nella capitale. Specie quelli nei fine settimana. Ma anche qui la cosa è complicata. Quanto può costare un fine settimana a Roma anche nel lusso più sfrenato?  600 euro per due notti in albergo super lusso. 200 euro al giorno per ristorante, per due giorni fanno 400, bar e giornali due giorni 100 euro. E 500 euro per il viaggio. Totale 1600 euro. Se stiamo alla cifra che secondo Cozzolino, Cirò avrebbe “distratto”, ovvero 50mila euro destinati a salire, sempre secondo la procura, la domanda sorge spontanea: quanto tempo ci ha messo Cirò, a mille e passa euro la volta, ad accumulare 50mila euro senza che nessuno se ne accorgesse?

Come minimo ha dovuto compilare almeno una quarantina di modellini, più o meno con le stesse caratteristiche, senza destare nessun sospetto, e poi passare all’incasso contando sull’omertà totale di dirigenti, funzionari, e uscieri (che lo vedevano entrare ed uscire dall’economato).

Mah, a me pare tutta una grande stronzata. Questa storia puzza ogni giorno di più, e non è possibile credere a ciò che ci raccontano perché privo, come abbiamo visto, di qualsiasi riscontro. La storia si tinge sempre più di giallo e asseconda la nostra tesi della denuncia preventiva da parte di Occhiuto per pararsi il culo dalle inchieste antimafia che da qui a poco lo coinvolgeranno, in accordo con Cirò. Una strategia studiata insieme al suo amico Spagnuolo che permette a Cozzolino di raccontarci queste chiacchiere, sperando che la città come sempre abbocchi e tutto quando prima sarà insabbiato.

GdD