Cosenza corrotta, Occhiuto e le somme urgenze: 61 determine in una notte!

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A tutto c’è un limite. Capisco le farneticazioni di Occhiuto che tenta, senza riuscirci, di mettere pezze a destra e sinistra. Ma ci sono cose che evidentemente non si possono negare.

Anche se il bugiardo patologico dell’architetto fallito pensa che ripetendo a menadito le sue chiacchiere qualcuno alla fine si convinca. Ma i numeri sono numeri, e quindi insindacabili. Ma nonostante ciò il vrusciatore si avventura come sempre a sostenere l’impossibile e ripete oramai come un mantra il solito ritornello: con noi gli affidamenti sono diminuiti. Come se rubare di meno rispetto a Franco Ambrogio fosse una giustificazione.

Comunque, oramai è patrimonio di tutti la schifezza che hanno combinato al quarto piano. Milioni di euro sperperati e dati a ditte amiche. Questo è un dato incontrovertibile. Nessuna delle sue chiacchiere potrà mai smontare questo. E se i dirigenti, in particolare Cucunato, hanno firmato tutto il firmabile, lo hanno fatto in nome e per conto suo. Questo è chiaro a tutti.

cucunato

Anche se da vigliacco qual è, Occhiuto, ha subito scaricato tutto sui dirigenti. Lo avevo scritto: Cucunato ha dichiarato di essere pronto a finire in galera al posto suo e che mai se la canterà. Contento lui.

Comunque, veniamo ai fatti, quelli reali e incontrovertibili che oggi, a differenza di ieri, raccontano anche tutte le altre testate giornalistiche. Meglio tardi che mai. Ho avuto modo già di raccontare la storia della vittoria del 2011 di Occhiuto, e di come l’apparato intrallazzino che l’appoggiava si era mosso per arrivare al risultato, lo avevo definito “il patto dei lazzaroni”.

Cinque puntate per raccontare tutto gli imbrogli e gli accordi di questi lestofanti, anzi lazzaroni, che mi sono valse qualcosa come 6 denunce. Erano i tempi in cui cinghiali, Morrone, Occhiuto, con l’aiuto sottobanco della sempre onnipresente Madame Fifì, erano tutta na razza.

Felici e contenti sguazzavano a più non posso tra sciampagnini e pezzate. Si sentivano onnipotenti. Nessuno li poteva fermare.

Da sinistra: Cannizzaro, il questore Anzalone, Occhiuto e Potestio
Da sinistra: Cannizzaro, il questore Anzalone, Occhiuto e Potestio

Avevano messo in piedi un apparto di furfanti che li coprivano a tutti i livelli: Questura, Tribunale, Prefettura. E la prova di tutto questo arriva, come ho sempre sostenuto, dall’attività truffaldina del quarto piano del Comune di Cosenza. Determine a cani e porci senza averne diritto. Per lavori mai eseguiti a prezzi esorbitanti.

Il top di questa attività di ladrocinio a danno dei cittadini, come raccontano Pablo e Antonio, sul Corriere della Calabria, si ha tra la notte dell’otto e del nove agosto 2012. Due giorni in cui Cosenza ha vissuto un’emergenza senza precedenti.

Infatti in quei due giorni Cucunato ha firmato qualcosa come 61 determine dirigenziali per lavori urgenti, come se ci fosse stato (arrassusia) un terremoto. Solo che nessun cosentino si è accorto di niente. Per due giorni consecutivi al ritmo di una all’ora, Cucunato ha firmato di tutto e di più: tombini da stippare dappertutto, alliccate di cemento in ogni dove, lampadine da cambiare a più non posso, pittate a destra e sinistra.

Lavori urgenti e irrimandabili per Cucunato: ne andava della sicurezza dei cittadini. Una persona con molta coscienza Cucunato. Da eseguire nei giorni di Ferragosto, per non disturbare i cittadini con rumori e movimenti di mezzi vari.

Per un totale di quasi 1.800.000 euro. Avete capito bene unmilioneottocentomilaeuro. Roba che sistemavi a Cosenza 100 famiglie.

E invece, da sistemare, c’erano gli amici degli amici e i debiti di Occhiuto. Ora, di fronte a questo dato, RIPETO, 61 DETERMINE in due giorni per un totale di 1.800.000 euro, quale giustificazione può esserci? Quale urgenze reali c’erano? Come fa Occhiuto, che di fronte a questo si dovrebbe mettere solo una maschera, a giustificare questo scempio?

Ci vuole una faccia tosta che solo chi è abituato ad imbrogliare le persone può avere: Occhiuto, appunto. Che continua ad affannarsi a difendere l’indifendibile. Se fosse una persona onesta si presenterebbe ad una conferenza stampa con queste 61 determine per spiegare, una ad una, la necessità e l’urgenza di questi lavori a Ferragosto.

Ma la verità non appartiene a quest’uomo che da sempre vive nella menzogna. Era convinto che le coperture durassero per sempre. Infatti non bisogna dimenticare che questa colossale truffa senza la copertura dell’allora procuratore, dell’allora questore, e dell’allora prefetto, non sarebbe mai stata possibile.

Adesso il quadro è chiaro a tutti, e non è più una nostra farneticazione, come il bugiardo, vrusciaturu, fallito e cazzaro voleva far credere. Tutto era stato studiato a tavolino. Stessa cosa per i suoi debiti con Equitalia.

Scaricare tutto sulle casse del Comune. Tanto quei minchioni dei cosentini, non solo non se ne sarebbero mai accorti, ma avrebbero continuato ad acclamarlo, come continuano in molti a fare (anche di fronte a questa evidenza), in virtù del paragone con l’immobilità della giunta Perugini.

Come a dire: il cardinale Franco Ambrogio ha rubato solo per se e per i suoi amici, mentre Occhiuto ha rubato di meno e ha fatto mangiare a tutti. Un modo di pensare tutto cosentino che oramai abbiamo analizzato, inutile ritornarci.

beduino

Resta il fatto che qui da noi l’unica cosa che riusciamo a fare, come cittadini, è nascondere la testa sotto la sabbia del deserto. Lo stesso dove vivono i beduini (saggia e nobile popolazione), e come loro, a cui spesso ci ispiriamo, usiamo una particolare declinazione della categoria amico-nemico, altrimenti detta la logica del beduino, appunto. “L’amico del mio amico è mio amico. L’amico del mio nemico è mio nemico. Il nemico del mio nemico è mio amico. Il nemico del mio amico è mio nemico”. E così sia, Amen.

GdD