Cosenza corrotta: Potestio, il ras delle luminarie e il pentito Foggetti

Adolfo Foggetti
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Lo abbiamo pubblicato qualche mese fa ma è evidente che oggi assume una grandissima attualità.

Si tratta del verbale di interrogatorio dell’8 aprile 2015 reso dal pentito Adolfo Foggetti al pm della DDA di Catanzaro Pierpaolo Bruni.

Foggetti, in un passaggio del suo interrogatorio, parla apertamente sia di Carmine Potestio sia di Antonino Scarpelli, il titolare della Med Labor ovvero l’esclusivista delle luminarie di Mario Occhiuto.

La DDA di Catanzaro chiedeva espressamente notizie rispetto a Scarpelli.

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Dunque, Scarpelli, il ras delle luminarie, mandava “appoggi” a Palazzo dei Bruzi per poter ottenere l’affidamento dei lavori e indicava in Carmine Potestio l’uomo deputato a svolgere la mediazione. Con tanto di indicazioni sul fratello Mario, titolare della discoteca Vanilla di Rende e soprattutto fidanzato con la figlia della convivente di Ettore Lanzino, il boss.

E Potestio avrebbe indebitamente ricevuto per se somme di denaro finalizzate a favorire l’impresa di Scarpelli attraverso l’acquisizione dei lavori con il metodo di affidamento diretto senza osservare la normativa prevista in materia. Stesso “sistema” sarebbe stato usato anche da Cucunato in concorso con Pecoraro.

Un’altra prova in più del legame tra l’inchiesta della DDA di Catanzaro e quella della procura di Cosenza.