Cosenza corrotta: quando “Tonino banana” smontò la telecamera della polizia a casa di Lamanna

Si va componendo il mosaico della Cosenza corrotta che ha fatto da cornice agli anni della “Grande bellezza” di Mario Occhiuto. Una bellezza che si farcisce di un controllo completo sulle attività investigative nei confronti del clan.

I colletti bianchi della nostra giustizia devono avere per forza qualche talpa all’interno delle forze dell’ordine e il passaggio successivo coinvolge direttamente polizia e carabinieri e quindi il questore dell’epoca Alfredo Anzalone e il comandante dei carabinieri Ferace. Un reticolo di interessi, una lobby pronta a tutto per portare avanti i propri affari illeciti.

Si parte dal livello politico del sindaco, si passa attraverso i suoi portavoce occulti e si arriva fino al livello di forze dell’ordine e criminalità organizzata. Manca all’appello soltanto il livello della magistratura ma è un fatto scontato che ci sia un “tappo” alla procura di Cosenza. E anche questo tabù è destinato a cadere.

La DDA sta disegnando, pezzo dopo pezzo, i contorni della Cosenza corrotta degli ultimi anni. Siamo ormai al limite dei due livelli più importanti.

Tra gli episodi che vengono contestati all’ispettore Ciciarello, ovvero la talpa del clan all’interno della polizia, la soffiata a Daniele Lamanna per far smontare la telecamera installata vicino a casa sua.

“… Sempre questo poliziotto – riferisce il pentito Adolfo Foggetti –, sempre per il tramite di COSTABILE, aveva informato RANGO del fatto che era stata piazzata una telecamera davanti l’abitazione in via Popilia, di Daniele LAMANNA. RANGO mi diceva che la telecamera era stata trovata e smontata da persone incaricate da Rango

  • · sulla base delle indicazioni fornite da Costabile che ·questultimo aveva ricevuto dal poliziotto. Questa telecamera è stata rinvenuta poco prima del nostro arresto del novembre del 2014.

Sul punto, il PM ha evidenziato che nel corso delle indagini, in data 5 aprile 2014, la Squadra Mobile di Cosenza, dava inizio alle operazioni di video ripresa del piazzale del rifornimento AGIP sito in via Popilia, angolo via Lupinacci, dove si presumeva che alcuni esponenti del clan predisponessero le bottiglie piene di benzina da piazzare a scopo intimidatorio davanti alle attività commerciali prese di mira. La telecamera posta su un fabbricato sito a circa 20 metri dal rifornimento, avrebbe altresì permesso di riprendere l’ingresso del civico 3 di via Gennaro Sarcone, posto alle spalle del rifornimento, dove aveva acquisito un alloggio popolare LAMANNA Daniele, esponente di rilievo del clan, per il tramite di COSTABILE Enrico.

Ebbene, in data 17 aprile 2014, quindi appena 12 giorni dopo l’installazione, la telecamera veniva rinvenuta e prelevata proprio da RANGO Maurizio, IMPIERI Luciano e ABBRUZZESE Antonio detto “Tonino banana”, giunti sul luogo a bordo dell’autovettura Fiat 500 Lounge in uso a quest’ultimo. La circostanza è stata meglio descritta nell’annotazione redatta da personale della Squadra Mobile di Cosenza in data 29.04.2014.

Ciò che può dirsi riscontrato è quindi il rinvenimento della telecamera e la sua rimozione ad opera di Rango e dei suoi sodali.

Ecco chi serviva lo stato a Cosenza ai tempi della “Grande bellezza” di Mario Occhiuto.