Cosenza Criminale: l’ultimo giorno di vita de “‘u Biondu”

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Questa la seconda parte del racconto del pentito Adolfo Foggetti, in merito all’omicidio di Francesco Marincolo.

…raggiunsi l’abitazione di D. C., che è sita nei pressi del cantiere del ++++++++++. Misi la moto nel giardino antistante alla villa di D.C. , dove rimasi a dormire. Secondo gli accordi presi nel corso delle riunioni di cui vi ho parlato, la mattina seguente, fra le sei e le sei e trenta, mi misi in sella alla moto, sempre con il casco integrale ed i guanti di pelle di cui ho detto prima.

A bordo della moto raggiunsi la casa di M. A., dove era latitante Michele Bruni, entrai con la moto nel magazzino dove erano già vestiti con delle tute Michele Bruni e C. L. Immediatamente dopo, sono andato via utilizzando un motorino T MAX che era nella disponibilità di L. M. Su mia indicazione, L.M. lo aveva lasciato a casa di M. A. perché sapeva mi sarebbe servito per allontanarmi. L. M. sapeva che il motorino mi sarebbe servito per allontanarmi dalla casa di M. A. dopo aver consegnato a Michele la moto che avrebbe utilizzato, insieme a C. L. per ammazzare u Biondu.

Secondo gli accordi presi, cominciai a girovagare nei pressi della mia abitazione in Cosenza. Voglio precisare che non ho orbitato solo in via Panebianco ma ho girato per tutta Cosenza. Proprio mentre giravo per Cosenza, mi sono accorto che l’omicidio era stato consumato perché ho iniziato a sentire le sirene delle FF. PP. e anche dell’ambulanza che convergevano presso il luogo ove era stato consumato l’omicidio de u Biondu.

Un paio di giorni dopo l’omicidio, Michele Bruni mi diceva che tutto era andato secondo quanto era stato programmato: U.M. aveva fatto da specchietto, Michele Bruni a bordo della moto guidata da C. L., aveva impattato u Biondu in via Panebianco, aveva esploso numerosi colpi di pistola al suo indirizzo, noncurante della presenza di A. M., cognato di G. R.

Michele Bruni mi raccontava, nella medesima giornata, che l’auto con a bordo u Biondu, era ferma perché lo stesso Biondu stava parlando con A. M. che veniva anche lui colpito dai colpi sparati da Michele Bruni. Nelle riunioni precedenti all’omicidio si era deciso che l’azione di fuoco doveva essere compiuta per il tramite di una 9X21 e di una pistola a tamburo da portare come riserva nel caso di inceppamento della 9X21 automatica.

Edyta Copaczynska, moglie di Michele Bruni, era spesso insieme a lui a casa di M. A. Solitamente l’accompagnavo io, a volte Edyta pernottava insieme a Michele a casa di M. A., ricordo che il giorno prima dell’omicidio, la accompagnai io a casa di M. A. a bordo di un motorino ma quella sera Edyta non pernottò, per quanto posso ricordare, insieme a Michele, perché io stesso la riaccompagnai a casa.

Se non ricordo male, nel periodo dell’omicidio de u Biondu, Edyta abitava a Mendicino. Non sono a conoscenza del luogo in cui la motocicletta utilizzata da C. L. e Michele Bruni per l’omicidio è stata abbandonata, non so dove C. L. e Michele Bruni siano stati portati immediatamente dopo l’omicidio, da U. M. Secondo quanto riferitomi da Michele Bruni, sempre due giorni dopo l’omicidio, U.M. portò Michele Bruni stesso e C. L. in un luogo sicuro, dando loro modo di cambiarsi e lavarsi per eliminare le tracce da sparo.

La stessa sera dell’omicidio, dopo che si era cambiato e ripulito, Michele Bruni, per quanto mi disse, venne riportato a casa di M. A., dallo stesso U. M. Non so chi avesse fornito le armi per questo omicidio. Fra le cose che Michele Bruni mi diceva parlandomi dell’esecuzione di questo omicidio, mi diceva per l’appunto che aveva visto il dottor Facciolla, sebbene aggiungeva di non essere sicuro di essere stato riconosciuto.

Quando la mattina dell’omicidio ho visto nel magazzino della casa di M. A. Michele Bruni e C. L., mi sono immediatamente allontanato, per cui non ho visto se hanno indossato qualcosa di particolare per eseguire l’azione di fuoco però ho notato due scatole, ancora intatte, contenenti altrettanti caschi integrali. Non ho visto, perché non ne abbiamo parlato, come Michele Bruni e C. L. si siano abbigliati per eseguire l’azione di fuoco.

Posso però dire che C. L. disponeva di tute da motociclista perché era un appassionato motociclista. Sempre commentando dell’omicidio Marincolo, Michele mi disse che Marincolo fu colpito mentre stava fumando e gli rimase la sigaretta in mano.

(2 – fine)