Cosenza, crolla il muro d’omertà: Maurizio Tenuta è morto dopo un incidente sul ponte di Calatrava

Cosenza, Ponte di Calatrava (rendering)

Il muro d’omertà è finalmente caduto. Dopo quattro mesi finalmente la procura di Cosenza, meglio nota come porto delle nebbie e i carabinieri della Compagnia di via Popilia hanno ammesso che Raffaele Tenuta (meglio conosciuto come Maurizio), l’operaio di 53 anni morto dopo 120 giorni di terribile agonia era stato vittima di un incidente sul lavoro nel cantiere nel quale si sta realizzando quella cagata pazzesca del ponte di Calatrava.

Ieri avevamo dato notizia della morte dell’operaio, che era ricoverato da aprile nel reparto di Rianimazione dell’ospedale dell’Annunziata in gravissime condizioni (http://www.iacchite.com/cosenza-incidente-sul-lavoro-operaio-muore-4-mesi-agonia/).

Era il 7 aprile scorso quando i carabinieri della Compagnia di Cosenza avevano annunciato ai media l’apertura di un’inchiesta sul caso di un incidente sul lavoro avvenuto in un cantiere di Cosenza. Si era saputo soltanto che l’azienda in questione trattava materiale edile e che l’operaio versava in gravi condizioni, tali da renderne necessario il ricovero nel reparto di Rianimazione dell’Annunziata.

Ad andare dai carabinieri per denunciare l’accaduto era stata la moglie di Raffaele “Maurizio” Tenuta ma la sua versione dei fatti non era stata del tutto convincente. La donna infatti aveva dichiarato che il marito era caduto accidentalmente da un albero ma era del tutto evidente che cercava solo di proteggere il congiunto. Poi, dopo qualche giorno, probabilmente dopo aver verificato che le condizioni del marito non miglioravano, la donna si è ripresentata dai carabinieri, affermando che Raffaele Tenuta era caduto da un mezzo pesante nel cantiere nel quale stava lavorando, quasi certamente in nero. 

Ieri non c’era ancora la certezza rispetto al cantiere dove si era verificata la tragedia anche se era chiarissimo il cognome degli imprenditori ovvero la famiglia Chiappetta. Oggi finalmente è uscito fuori che la morte di Maurizio Tenuta è avvenuta in quel maledetto cantiere del ponte di Calatrava ed è chiaro a tutti che per ben quattro mesi nessuno ha osato dire la verità. Fino alla morte dell’operaio.

La procura-porto delle nebbie ha iscritto nel registro degli indagati, per il reato di omicidio colposo ed omissione di soccorso, Alberto Chiappetta, amministratore della Nuove Pavimentazioni srl, società alle cui dipendenze prestava attività il lavoratore deceduto, l’imprenditore Antonio Chiappetta, e due dipendenti della stessa azienda, Roberto Spadafora e Giuseppe Covello.

Non si hanno ancora notizie di eventuali sequestri del cantiere ma conoscendo il porto delle nebbie non c’è dubbio che i “soliti noti” faranno finta di niente.