Cosenza, De Cicco ad Occhiuto: tra te e il PD nessuna differenza

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La trasmissione del libero giornalista Lino Polimeni “Articolo 21“, oggi si è occupata di Cosenza (per chi non l’ha vista consigliamo di non perdersi la replica di stasera alle 21,30 sul canale 17 del digitale terrestre) e riflette bene la situazione politica cittadina e lo stato di cose all’interno della maggioranza a palazzo dei Bruzi.

Lino, nella sua libera trasmissione, ha intervistato  i consiglieri De Cicco, Spataro e Spadafora, appartenenti al gruppo più ampio dei magnifici sei. I sei consiglieri di maggioranza ribelli. A spiccare tra i tre è De Cicco, che con la sua schiettezza è chiaro e diretto e non può essere frainteso: “Noi abbiamo lottato insieme a Mario per sconfiggere la vecchia politica del PD  fatta di intrallazzi e magagne per portare finalmente anche a Cosenza una politica bella e per i cittadini – ha detto – e invece mi pare che Mario sta facendo la stessa cosa che facevano quei signori là. Io non mi scordo di chi fino a pochi mesi fa ci voleva mandare in galera. Se questo Mario se l’è scordato, fatti suoi. Io no”.

De Cicco si dice profondamente deluso politicamente da Mario al quale non rinnega il suo bene. “Ma non si doveva comportare così – ha concluso – con coloro che più degli altri, e nei momenti difficili, gli sono stati vicino”.

Anche Spadafora si dimostra in forma, e dopo 5 anni di totale silenzio, l’unica cosa che riesce a dire è quella che a lui spettava la presidenza del consiglio. Per 5 anni non si è accorto del viavai dei suoi colleghi finanzieri nei corridoi comunali, dei malandrini che stazionavano al primo piano, degli affidamenti diretti alle ditte amiche, delle magagne dei dirigenti comunali, e tutto d’un tratto si sveglia e chiede legalità e trasparenza. Nello sport si direbbe arrivi fuori tempo massimo per essere credibile.

Chiude Spataro che annuncia, dall’alto dei suoi tre mandati consiliari, una dedizione, dei magnifici sei, anema e core all’attuazione del programma di maggioranza. Punto per punto, virgola per virgola. Solo per rispetto dei cittadini. Michelangelo ci tiene a dire che lui è sempre stato un semplice consigliere, e non ha mai preteso altro se non rimane fedele a chi lo ha votato e gli ha dato fiducia. Una frase che se non conoscessimo Michelangelo potremmo tradurre così: io non voglio niente per me, ma ricordatevi che tengo famiglia. E qualche figlio o nipote, visto che l’età avanza, da sistemare c’è sempre.

Ci fa piacere notare che il consigliere De Cicco riprenda, inconsapevolmente, ne siamo certi, una nostro cavallo di battaglia: il sistema Occhiuto altro non è che la continuazione del vecchio sistema affaristico/clientelare che fu già del Cardinale Franco Ambrogio.

Come potete vedere anche da voi non è mai cambiato niente, se non qualche piazza e il solito cambio di stagione.