Cosenza, dépliant turistico “Alarico-Himmler”: il TAR condanna Occhiuto a far vedere le carte

Il Tar Calabria condanna il Comune di Cosenza a far vedere a Bottega editoriale la documentazione di tre iniziative nel campo dell’editoria

Il Tar Calabria ha disposto che il Comune di Cosenza debba mostrare a Bottega editoriale la documentazione relativa a tre iniziative effettuate dall’amministrazione bruzia negli anni scorsi nel campo dell’editoria:

– La realizzazione del dépliant turistico-culturale “Alarico-Himmler”;
– l’organizzazione e la gestione della fiera del libro B-Book festival – Città dei Ragazzi 2015;
– Realizzazione della “Guida turistica su Cosenza” edita dal Touring Club.

La sentenza, datata 21 giugno, è pervenuta dagli avvocati Andrea Caristi di Messina e Giovanna Diaco di Catanzaro, che difendono l’agenzia letteraria cosentino/romana.

Per ciascuno dei tre argomenti il Comune – riportiamo dalla sentenza del Tar – dovrà esibire a Bottega editoriale:

– La determina delibera sulla pubblicazione del bando e sui motivi che hanno comportato la non pubblicazione del bando;
– i criteri in base ai quali sono state scelte le imprese ammesse alla procedura;
– il capitolato d’appalto o la documentazione similare dal quale emergano i beni e i servizi richiesti dal comune;
– la determina di aggiudicazione del lavoro;
– le offerte formulate dalle aggiudicatarie.

Il tutto dovrà avvenire nel termine di 30 giorni dalla notificazione della sentenza.

Commentando la sentenza, il direttore di Bottega editoriale, Fulvio Mazza, ha dichiarato che «è da due anni che cerchiamo di avere notizie da Comune, ma abbiamo ricevuto sinora solo risposte incomprensibili, sminuzzate, parzialissime: insomma un coacervo di mezze informazioni che denotano un assai bassa sensibilità alla Trasparenza.
Abbiamo dovuto combattere con un “muro di gomma” di opacità.

Ma ci siamo trovati dinnanzi ad una disorganizzazione che sinceramente non ci aspettavamo: abbiamo difatti ricevuto comunicazioni scollegate, annunci da parte di un ufficio che alcune documentazioni ci sarebbero state inviate da un altro ufficio (superfluo dire che invece poi non abbiamo ricevuto nulla), richieste di soprassedere in cambio dell’ostensione di alcuni documenti (superfluo dire che poi non abbiamo ricevuto nulla nemmeno in questo caso).
Ma il fondo il Comune di Cosenza lo ha raggiunto in due casi che, come cittadini, ci hanno fatto cadere letteralmente le braccia.

Il primo: ci è stato inviato un documento che, al di là del (molto!) opinabile contenuto, era abbastanza caro ed esaustivo; aveva però un solo piccolissimo difetto: mancava della firma autografa!!!

Il secondo: ci sono state esibite due lettere a noi dirette ma che… non avevamo mai ricevuto! Poco male, come sostanza delle cose, perché si trattava di lettere poco interessanti per il merito della questione. Ma la cosa è assai preoccupante come principio. Certo, può accadere che una lettera si perda nella pur brevissima distanza che intercorre fra la loro megasede di Piazza dei Bruzi di Cosenza e la nostra minisede di Via Volta di Rende. Ma non è un po’ strano che se ne siano perse una (anzi: due) proprio di questo genere di lettere?»

Fulvio Mazza – Bottega editoriale