Cosenza, ditte amiche e appalti-spezzatino: misure interdittive per Pecoraro, Potestio e Cucunato?

Carlo Pecoraro e il sindaco Mario Occhiuto
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La procura di Cosenza ha reso noti da pochi minuti i risultati delle lunghe indagini effettuate in collaborazione con la Guardia di Finanza sugli affidamenti diretti giustificati con la formula della somma urgenza da parte del Comune di Cosenza.
Il procuratore Spagnuolo ha sottolineato la “scelta assolutamente arbitraria della somma urgenza” con la quale sono stati affidati gli appalti e lo spezzettamento in più procedure distinte (da qui il nomignolo di appalti-spezzatino) per evitare di bandire regolari gare europee. Sono state esaminate più di 5mila determine dirigenziali. Quelle per le quali sono stati individuati illeciti ammontano ad oltre due milioni di euro.

Spagnuolo ha anche rivelato che la procura aveva chiesto misure più ampie (leggi arresti) per tre dirigenti comunali ma il gip ha optato soltanto per l’emissione di misure interdittive riconoscendo veridicità per il 98% dei capi di imputazione.
Il procuratore aggiunto Marisa Manzini ha affermato che l’indagine è nata da un esposto presentato dal senatore del M5S Nicola Morra e che i dirigenti avevano rapporti strettissimi con un imprenditore. I capi d’accusa sono 25 tra cui falso e abuso d’ufficio.

Mario Occhiuto e Carmine Potestio

I tre dirigenti comunali ai quali sono state notificate le misure interdittive (visto che in conferenza stampa i nomi non sono stati “rivelati”) dovrebbero essere Carlo Pecoraro, da più tempo ingegnere capo dei Comune e responsabile del settore dei Lavori Pubblici e delle infrastrutture, Domenico Cucunato, responsabile dell’ Ufficio Piano Sociale e l’ex capo di gabinetto del sindaco Mario Occhiuto ovvero Carmine Potestio. Anche per un imprenditore è scattata la misura interdittiva. I più “indiziati” (visto che anche in questo caso non è stato fatto il nome) sono Antonino Scarpelli, titolare della MedLabor, Francesco Amato, titolare della ditta Fratelli Amato e Francesco Amendola, titolare della ditta Cmt. Quattordici gli avvisi di garanzia. 

Domenico Cucunato

I reati contestati ai diversi indagati, per le singole fattispecie, vanno dalla corruzione per atto d’ufficio all’abuso d’ufficio.
L’attività di indagine si è concentrata principalmente sui lavori affidati con il sistema del cottimo fiduciario dal Comune di Cosenza ad un numero ristretto di imprese, senza il rispetto dei principi di rotazione e di trasparenza, in violazione all’art.125 del D.Lgs. n. 163/2006 – cd. Codice degli appalti (oggi art. 217 D.Lgs.50/2016).

L’analisi delle circa cinquemila Determine dirigenziali del Comune di Cosenza prese in considerazione hanno evidenziato anomalie nell’utilizzo della procedura di affidamento dei lavori in economia, nella non osservanza del principio di rotazione, trasparenza e parità di trattamento previsto al comma 8 dell’art 125 nonchè nell’affidamento dei lavori, molto spesso al di sotto dei 40.000 euro, ad un numero ristretto di operatori economici, anche in violazione del divieto di frazionamento previsto al comma 13 dell’art 125.

Le indagini hanno altresì dimostrato come il mancato rispetto della normativa vigente in tema di affidamento dei lavori sia collegata all’ottenimento di altre utilità, per sè o per i propri familiari, da parte di alcuni dipendenti e dirigenti del comune di Cosenza.
L’importo complessivo contestato, in riferimento ai lavori affidati da parte del Comune di Cosenza, nelle annualità dal 2012 al 2015, è pari ad € 2.150.595,00 (oltre IVA).
Le indagini, svolte dal Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Cosenza, hanno consentito alla Procura della Repubblica di richiedere ed ottenere il provvedimento notificato in data odierna agli indagati.