Cosenza, ecco perchè Occhiuto boicotta le piscine e il Parco acquatico

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Questa piscina (la vedete dall’alto, anche noi sappiamo usare i droni mica solo il cazzaro) è costata 5 milioni di euro e una ditta fallita per non essere stata pagata dal Comune (non era… Barbieri) mentre un sindaco (Perugini) aveva tagliato il nastro ancora prima che terminasse davanti alle emittenti locali una settimana prima delle elezioni del 2011.

In questa grande struttura, che poi sarebbe dovuta diventare il Parco acquatico sul fiume Crati, erano previsti il parco fluviale ma soprattutto un grande sistema di piscine. Composto da: una piscina olimpionica al coperto, una piscina per bimbi al coperto, una piscina per bimbi all’aperto, una piscina per adulti all’aperto, un ponte in legno sbarrato e pericolante, un impianto fotovoltaico sistema gas metano portato addirittura da Donnici. Tutto abbandonato al suo triste destino.

Occhiuto ha utilizzato i tracciati lungo Busento e destra Crati e la zona del Ponte Alarico, quella che più di altre si prestava a molti scopi ricreativi, per crearci il suo spregevole e squallido Lungofiume Boulevard. Ma di piscine e Parco acquatico, a quanto pare, non ne ha voluto sapere.

C’erano anche climatizzatori Toshiba, chilometri di rame, pezzi igienici, legno pregiato, sistemi di riscaldamento, docce e chissà quanta altra roba.

Ci vorranno 3/4 milioni di euro per ripristinarla. Quindi, 5 milioni già spesi più altri 4 per ristrutturarlo buttati al vento.

La fotografia dall’alto è eloquente: guardate quanto spazio occupa la piscina del Parco acquatico e guardate quello riservato ai campetti di calcio adiacenti.

Tanto per precisare, questa sarebbe dovuta diventare la piscina “concorrente” a quella di Campagnano… ci sarà qualche motivazione oscura a noi tutti perché non debba funzionare nonostante già pronta? Non serve essere un profeta per “indovinare” che si vuole proteggere, a tutti i costi, Carmine Manna, il gestore della piscina di Campagnano (quella dove hanno lasciato annegare il piccolo Giancarlo), che verrebbe travolto dall’apertura di una piscina realmente comunale e non “vigna privata” come quella che gestiscono lui e i suoi degni compari.

Tutta quella zona e tutte le infrastrutture fatte e lasciate li al caso…ispirano tanto materiale su cui indagare.

Più avanti, in linea d’aria, ci sono i Bocs Art (che qualcuno chiama cubetti/case) di Mario Occhiuto (45mila euro a cubetto), anch’essi già degradati e addirittura altri nuovi ancora in fase di costruzione con lo stesso futuro.

Al Lungofiume Boulevard una parte della città va per ridere d’estate sotto l’era Occhiuto. Fatevi 200 metri a piedi la prossima volta che andrete e guardate pure il degrado che c’è.

Altro che Cosenza bellissima e fantastica! Cosenza è funzionale solo alle esigenze di questa cricca di delinquenti e truffatori.