Cosenza, ecco perché Pietro Filippo è stato condannato per truffa e falso

Pietro Filippo
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In città ha avuto vasta eco la notizia della delibera dell’ASP di Cosenza che ha riconosciuto la cifra di 100mila euro (CENTOMILA!!!) al dottore Pietro Filippo perché non sarebbe stato ricollocato come direttore in una Unità Operativa Complessa.

Il modo di agire della politica cosentina e di colletti bianchi come il direttore generale Raffaele Mauro alias Faccia di plastica sono realmente fuori dal mondo e, in un momento di gravissima crisi economica, rappresentano uno schiaffo alla miseria.

Pietro Filippo, ex presidente del consiglio comunale di Cosenza, è stato condannato in via definitiva dalla Cassazione per truffa e falso. 

La Suprema Corte ha confermato i primi due gradi di giudizio. Si tratta, in particolare, della sentenza della V sezione n. 41424/2016 (Filippo Pietro 27.06.2016).

Dunque, nonostante il dr. Pietro Filippo sia un condannato in via definitiva per truffa e falso, addirittura ottiene 100mila euro perché non sarebbe stato “ricollocato” e trova anche qualcuno che glieli delibera.

Dalla sentenza della Cassazione leggiamo testualmente.

“… Confermata l’affermazione di responsabilità di Pietro Filippo per il reato continuato di truffa commesso quale dipendente dell’Azienda Sanitaria di Cosenza facendo figurare falsamente la propria presenza in sede mediante timbrature del cartellino marcatempo effettuato da altri dipendenti e mendaci autocertificazioni attestanti tale presenza non registrata elettronicamente per la dimenticanza del predetto cartellino…

… Veniva altresì affermata in accoglimento degli appelli del procuratore della Repubblica e del procuratore generale territoriale avverso la decisione assolutoria di primo grado, la responsabilità dell’imputato per il concorso nel reato continuato di falso ideologico commesso da P. L., medico dell’ufficio di Medicina legale del distretto sanitario di Cosenza, attestando, a seguito di richiesta del Filippo, di aver effettuato con esito positivo la visita per l’idoneità di Pi.Ro., suocero del Filippo al rinnovo della patente di guida rideterminandosi la pena in mesi cinque e giorni dieci di reclusione”.

La Cassazione non ha inteso accogliere le ragioni presentate da Pietro Filippo (sarebbe troppo lungo spiegarne i motivi per filo e per segno, ma se necessario lo faremo successivamente) e lo ha fatto ormai da diversi mesi. La notizia, come da consolidato copione, è passata in cavalleria e così Faccia di plastica ha atteso il momento giusto per “piazzare” il colpo da 100mila euro.

Nel totale silenzio della classe politica, compreso il Movimento Cinquestelle.

Ma non solo. Pietro Filippo figura tra gli imputati anche nel processo “Ippocrate” che vede alla sbarra diversi medici famosi. Entravano più tardi e uscivano prima. Alcuni, poi, timbravano anche per i colleghi. L’inchiesta – scaturita da una serie di indagini su falsi invalidi nel 2010 – coinvolge medici, funzionari e impiegati amministrativi del distretto di Rende dell’Azienda sanitaria provinciale di Cosenza. Gli imputati sono accusati, a vario titolo, del reato di truffa e falso. Nell’inchiesta – che fece molto clamore – finirono tra gli altri l’ex coordinatore provinciale del Pdl Sergio Bartoletti; l’ex presidente del consiglio comunale di Cosenza e ora referente sanitario dell’Asp di Cosenza Pietro Filippo e l’ex sindaco di San Fili Ottorino Zuccarelli. Tutti coinvolti in qualità di medici.

E ancora: invalidità riconosciute senza porre alcuna domande ai pazienti sulle patologie documentate, visite fantasma, patologie concordate a tavolino con l’interessato, visite fiscali mai effettuate. Questi sono alcuni degli episodi scoperti nell’inchiesta.

In particolare, furono tredici i medici arrestati.

“… Tra le persone nei confronti delle quali è stato disposto l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria – ricordava all’epoca dei fatti “Repubblica” – c’è poi il presidente del Consiglio comunale di Cosenza, Pietro Filippo, anche lui del Pd…”.