Cosenza esclusa dalla finale del concorso “Capitale italiana della Cultura 2018”

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Un’ altra velleità personale di quel vanitoso di Mario Occhiuto va a farsi benedire. Non che Cosenza non lo meritasse, ma per come era stata “presentata” non poteva essere altrimenti. Certi traguardi non si possono improvvisare.

Non è con le chiacchiere e gli annunci che la realtà cambia.

Cosenza è fuori dalle dieci città finaliste che concorrono alla nomina di “Capitale italiana della Cultura 2018. 

A farci fuori è stata una giuria presieduta da Stefano Baia Curioni, docente dell’Università Bocconi di Milano.

Cosenza è una bellissima città e se invece di regalare le determine di 40.000 euro ai mafiosi e alle ditte del sindaco, Occhiuto si fosse impegnato a recuperare il centro storico e i suoi casali, questa aspirazione sarebbe potuta diventare una realtà. Infatti Cosenza non ha niente da invidiare alle dieci finaliste, il problema è che Cosenza non è una città pronta ad accogliere tali eventi. Che non si possono arrunzare come pensa Occhiuto.

Queste le 10 finaliste.

Alghero, Aquileia, Comacchio, Erice, Ercolano, Montebelluna, Palermo, Recanati, Settimo Torinese, Trento.

La proclamazione avverrà il 31 gennaio 2017. Alla vincitrice verrà assegnato un contributo di 1 milione di euro e l’esclusione delle risorse investite nella realizzazione del progetto dal vincolo del patto di stabilità.