Cosenza, ex hotel Jolly: ecco la soluzione “risparmia e cumparisci” (di Claudio Giuliani)

L’ingegnere Claudio Giuliani è un professionista universalmente stimato in città, che negli anni Ottanta è stato a lungo protagonista della scena politica ricoprendo anche la carica di sindaco facente funzioni (non c’era ancora l’elezione diretta) e quella di assessore per il Partito Repubblicano. Nell’ormai lontano 2006, la Gazzetta del Sud aveva pubblicato una sua brillante riflessione sull’abbattimento dell’ex hotel Jolly, che oggi ritorna di prepotente attualità e potrebbe aprire un virtuoso dibattito. Ve la proponiamo esattamente come è stata pubblicata 12 anni fa. 

di Claudio Giuliani

Quella dell’ex hotel Jolly è una storia breve, ma ricca di polemiche. Nato per risolvere alcuni problemi, primo tra tutti lo spostamento del centro della città verso Nord ed il conseguente impoverimento della zona del centro storico, me creò subito altri.

Fu l’arcivescovo di Cosenza, monsignor Aniello Calcara, il primo a scagliare le sue invettive: a suo avviso, la piscina dell’albergo e, più direttamente, le eventuali clienti in costume da bagno sarebbero state un attentato alla morale dei nostri devoti concittadini. Oggi tutto questo può far sorridere, specie se paragonato alle ben più irrazionali discussioni sull’edificio.

Ci si scaglia contro questo vecchio “ecomostro”, proponendone addirittura la demolizione come se fosse possibile demolire un bene di un ente pubblico sul quale grava tra l’altro ancora un mutuo tutt’altro che estinto.

Il bello, però, è che i più decisi nemici della struttura sono proprio quegli ambientalisti che, con altrettanta decisione, hanno taciuto mentre si costruiva un’enorme strada (questa sì, ecosensibile!) con palazzoni privi di allineamento e alberi di metallo dipinto di verde, il famigerato Viale Parco, che di parco ha solo il numero dei minuti dedicati al suo collaudo, cifra inversamente proporzionale ai soldi che il Comune ha sborsato per consulenze varie.

Ecco allora che il commissario dell’Aterp, ingegnere Gimigliano, bandisce un concorso sul futuro dell’ex Jolly auspicandosi, data l’importanza del progetto, che vi partecipino dei luminari: in parole povere, si cerca di spendere ancora un bel po’ di quattrini, magari abbattendo una struttura che varrà almeno due milioni di euro per costruirne una nuova sui suoi resti.

Questa invece la mia proposta, peraltro gratuita: perché non rivestire l’intero edificio di pannelli di vetro specchiato? In questo modo i costi si ridurrebbero notevolmente e si otterrebbe l’effetto di riflettere sulle pareti quanto di bello c’è in quella zona (le chiese di S. Domenico e S. Francesco di Paola, la città vecchia, la confluenza dei fiumi) favorendo, secondo me, un inserimento esteticamente più gradevole del tanto vituperato hotel nel contesto urbanistico che lo circonda. Il tutto all’insegna del motto tanto caro ai cosentini “risparmia e cumparisci”.