Cosenza, ex hotel Jolly: il cazzaro e il fiato sul collo dei carabinieri del Nucleo Tpc

Se Mario Occhiuto alias il cazzaro non ha ancora demolito l’ex hotel Jolly lo si deve certamente al fatto che il Movimento Cinquestelle si è messo di traverso e ha interessato della questione i carabinieri che hanno specifica competenza sulla tutela del patrimonio culturale. Non perché l’ex Hotel Jolly rappresenti un patrimonio culturale ma perché non è proprio possibile demolire un bene di un ente pubblico sul quale grava tra l’altro ancora un mutuo tutt’altro che estinto. Sappiamo bene quale concetto ha il cazzaro dei beni degli enti pubblici e più in generale del denaro (la città sta ancora pagando i suoi debiti personali!!!) e allora ben venga il fiato sul collo dei carabinieri che ha avuto il “potere” di fermare gli scellerati annunci del noto truffatore.

Il Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Cosenza trova sede in alcuni locali di Palazzo Arnone, che sorge nell’area più importante del centro storico di Cosenza. Il palazzo è una delle più antiche dimore patrizie della città e fu edificato nei primi anni del cinquecento da Bartolo Arnone, già tesoriere della Provincia, e continuata da Ascanio, suo fratello, quando la città si estese verso oriente, sull’attiguo colle Triglio.

Nel 1558 il palazzo verrà acquisito dal governatore spagnolo e da quel momento adibito sia a sede di tribunale che a casa penitenziale. In esso ebbero sede i “Presidi di Calabria Citeriore” e l’Archivio Generale di Giustizia.

Grazie all’impegno della Soprintendenza per i Beni Architettonici, per il Paesaggio, per il Patrimonio Storico-Culturale e Etnoantropologico della Calabria, il palazzo è stato restaurato ed è divenuto sede della Biblioteca. Il nucleo di opere della raccolta – attualmente sistemate presso il Laboratorio di restauro – è particolarmente significativo, poiché comprende tele di Mattia Preti, Luca Giordano, Pietro Negroni, Giacinto Brandi, Francesco de Mura, Francesco De Rosa, Corrado Giaquinto ed Umberto Boccioni.

Per più di dieci anni il comandante del cosiddetto Nucleo TPC di Cosenza è stato il capitano Giovinazzo, che ha svolto un meritorio lavoro di tutela dei beni culturali e spesso e volentieri ha condotto importanti operazioni contro chi ha provato a trafugare opere di valore.Al suo posto è arrivato il capitano Carmine Gesualdo. Dal 1990 al 1994, quale sottufficiale, è stato Comandante della Stazione Carabinieri di Ficuzza-Corleone (PA). Dal 1994 al 1997, da sottufficiale, è stato addetto al Nucleo Investigativo del Comando Provinciale Carabinieri di Palermo. Dal 1997 al 2002, col grado di Maresciallo Capo, è stato Comandante della Stazione Carabinieri di S. Martino in Argine (BO). Nel 2002 vince il concorso da Ufficiale del Ruolo Speciale dell’Arma dei Carabinieri e frequenta il 42° corso Applicativo alla Scuola Ufficiali Carabinieri di Roma. Dal 2003 al 2007, destinato col grado di S.Tenente, è stato Comandante del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Vittoria (RG). Dal 2007 al 2014, col grado di Tenente e poi Capitano, è stato Comandante del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale Carabinieri di Ragusa.

Numerose sono le specializzazioni militari nel tempo conseguite e i corsi frequentati. È insignito della medaglia d’oro “al merito di lungo comando”. Dall’8 settembre 2014 è il Comandante del Nucleo TPC di Cosenza.

Occhiù, insomma, pane tuastu per i tuoi denti…