Cosenza, faida al Castello: Eva accende la miccia

Advertising

Cambiare idea è legittimo. Si può decidere di passare, dopo una vita “insieme”, da Scalzone, Negri e Casarini a Orsomarso, Santelli e Occhiuto e ci sta. Se ad un certo punto della tua esistenza ti accorgi di aver praticato, per quasi tutta la vita, con persone sbagliate e cattivi maestri, e questo ha prodotto in te il rigetto di ciò in cui credevi, è giusto affacciarsi altrove e calarsi nella profondità di altri concetti e pensieri. Ed ognuno sceglie i “nuovi riferimenti culturali” che più gli aggradano. Ed Evelina – che non chiamerò più la Patatina – ha scelto la profondità del pensiero della Santelli e di Occhiuto. Contenta lei, contenti tutti.

Ma quello che non è lecito è cambiare “idea” per puro e becero opportunismo. E soprattutto usare il proprio ruolo istituzionale per denigrare il lavoro degli altri. Ed è quello che ha fatto la Catizone, consulente “culturale” del sindaco Occhiuto, con un post in cui offende, sfotte, e denigra la rassegna “Exit. Deviazioni in arte e musica” in scena al Castello.

E dice così:

A parte che per tradurlo mi è servita una mezza giornata, ma vediamo cosa ha voluto dire la Catizone (in maniera sarcastica, secondo lei): invece di farle al Castello che non ci viene nessuno, vi suggerisco di fare le vostre iniziative di “evasione” (parodia, sempre secondo lei, del vero titolo della rassegna ovvero Exit, Uscita) dove le facciamo noi che siamo bravi e belli: alla Confluenze. Luogo dove vi suggerisco di far suonare anche Bollani (previsto per il 15 settembre al Castello) con il suo concerto dal titolo “Piano solo”.

Solo che, ed è un vero peccato per voi, potrebbero risultare la brutta copia di quello che noi, che siamo belli e bravi ed usiamo i soldi dei caggi, abbiamo già fatto. Iniziative di un livello superiore a quello che proponete voi, tant’è che noi abbiamo portato niente di meno che Nyman che con il suo “Lezioni di piano” (film del ’93 della neozelandese Jane Campion, la cui colonna sonora è stata scritta proprio da Nyman) è un “palmo su” al vostro Bollani. Che come si sa si accompagna sempre con Francesco Grillo che poi è colui il quale scrive per Bollani.

E quello che ascolterete – riferito a quei 4 gatti che andranno ad ascoltare al Castello a pagamento Bollani – non è manco originale, perché molto del suo “repertorio” lo abbiamo già ascoltato a piazza Duomo nelle serate da noi promosse con talenti superiori a quello di Bollani. E per quel che ci riguarda (a noi del Comune che siamo belli e bravi) diamo a tutti appuntamento al prossimo anno con il finanziamento triennale approvato dalla Regione per la nuova stagione di “Invasioni” ; e a voi, riferito a chi gestisce il Castello, auguro (in maniera retorica) tanta fortuna per la graduatoria che vi riguarda. Come a dire: a noi i soldi ce li hanno già dati, a voi, ora che vi siete messi contro Calabrese/Occhiuto, non lo so se sarete ammessi ai finanziamenti.
Roba da prenderla e mandarla a quel paese per direttissima.

Questo squallido  e puerile commento, dove la Catizone si vanta di essere più brava degli altri col denaro pubblico, nasce da un evento ben preciso che è questo: se vi ricordate quando aprirono il Castello, non c’era serata dove la Catizone non esaltasse la bellezza degli eventi lì prodotti. Sempre presente ad ogni iniziativa e ad ogni aperitivo a base di prosciuttini e sciampagnini. Il tutto ovviamente sempre a vigna. Ci ha rotto le scatole per mesi sull’importanza delle iniziative culturali del Castello, ed oggi, invece, ci dice che tutto quello che avviene al Castello, è solo la brutta copia di quello che fa lei. Perché questo cambio di opinione dalla sera alla mattina?

Presto detto: come abbiamo già raccontato, è in atto, da un po’ di tempo, una faida tra i soci che gestiscono il Castello, ieri culo e camicia, oggi acerrimi nemici. La faida coinvolge Giampaolo Calabrese, ex socio ed ora dirigente alla cultura al Comune di Cosenza, contrapposto agli Aiello/Pietramala. Una lite per motivi di soldi che ha portato alla rottura della società, con l’allontanamento di Calabrese. Subito salvato da Occhiuto, per far piacere al procuratore Spagnuolo, che gli ha fornito i super poteri, nominandolo dirigente alla cultura, per fargliela pagare ai suoi ex soci. E la presa di posizione contro le iniziative del Castello, da parte della Catizone, si inquadra dentro quest’ottica.

Siccome Calabrese fa la guerra ai suoi ex soci, boicottandoli attraverso l’abuso dei suoi pubblici poteri (come fa lo zio con chi non si allinea con lui), la Catizone, da becera opportunista qual è, si schiera dalla sua parte, visto che Occhiuto è quello che gli dà da mangiare. E quindi, da oggi in poi, tutto quello che si fa al Castello è pessimo, di cattivo gusto e non privo di intrallazzi. E la Catizone, che oramai ha perso ogni freno inibitorio, ha “aperto le danze”. Sempre a proposito di feste e festini. Ad ognuno di voi le conclusioni.