Cosenza, faida al Castello: il nipote di Spagnuolo chiede due anni di (affitto) arretrati agli ex soci

Certo è che credere alle coincidenze in questa città è veramente difficile. Fin quando c’è stato quell’impastettato e lecchino di Giampaolo Calabrese nella società Svevo srl che gestisce il Castello, degli affitti da versare al Comune non se ne parlava, e nessuno ne ha mai chiesto il pagamento. Non appena quell’ignorante di Calabrese è andato via dalla società, perché cacciato dai soci per motivi di soldi (si dice che Calabrese abbia la manina lunga), ecco che, per “coincidenza”, oggi tutti reclamano il pagamento dei fitti arretrati che la società Svevo srl deve al Comune. Opposizione, maggioranza e dirigenti comunali.

E’ chiaro che questa richiesta si inquadra nella faida tra Calabrese e i suoi ex soci, che da quando non sono più soci hanno capito che per loro le cose sono cambiate e tutti i favori e i privilegi di cui godevano prima, oggi non ci sono più. Non che noi siamo dalla parte degli Aiello/Pietramala che come tutti sapete abbiamo sempre criticato, compresa la scellerata scelta di affidare un monumento così importante simbolo della città ai soliti privati.

Ma quello che non è accettabile, in questa ennesima dimostrazione di come si intende la gestione del bene comune da parte di Occhiuto, è che l’impastettato Calabrese utilizzi i suoi poteri amministrativi per fini privati e di vendetta. Quando c’era lui nella società che gestisce il Castello, di affitti non se ne parlava, oggi che è il dirigente alla cultura, guarda caso, vengono fuori due anni e passa di affitti non pagati. Compreso il periodo in cui a gestire il Castello c’era pure Calabrese, quando si atteggiava a salvatore della cultura a Cosenza. Ma a quel tempo in Comune vigeva l’omertà. La paura di ritorsioni da parte dello zio procuratore, nei confronti di probabili impiegati onesti che avrebbero voluto denunciare la morosità, teneva a freno tutti. Tutti in silenzio. E noi che scrivevamo dell’arricchimento di questi parassiti sulle spalle dei cittadini, eravamo i pazzi, quelli che non vogliono lo sviluppo della città e che stanno sempre a rosicà.

Il fitto previsto dal contratto è pari a quasi 1000 euro al mese, mai corrisposti al Comune. Per un totale di oltre 20.000 euro: 2 mesi del 2015, tutto il 2016 e il primo semestre del 2017. Ma c’è di più: il dirigente comunale, silente fino a ieri, informa i cittadini che alla società Svevo srl è stata affidata una parte del Castello, come dice la planimetria allegata al contratto, e non tutta la struttura come pensiamo. Per cui tutti gli eventi a pagamento promossi da privati –  svolti fino ad oggi negli spazi rimasti al Comune (sfilate, pranzi, raduni) – e gli utili da essi ricavati, dovevano essere ripartiti, come dice il contratto, tra l’ente e la società che gestisce i servizi. Ed invece sono finiti totalmente nelle tasche della Svevo srl. Fino a che se li intascava pure Calabrese non dava fastidio a nessuno, ora che Calabrese non intasca più escono tutte queste magagne.

Ora capite che significa essere impastettati ed avere uno zio procuratore capo? Significa che puoi fare quello che vuoi. Puoi rovinare chi ti pare, chi sta antipatico, chi non la pensa come te, chi critica, chi non paga la mazzetta, e cose così. Una pacchia che non ti dico.

Alle schiere di lecchini che proveranno a commentare questa notizia, pongo una domanda alla quale, vedrete, nessuno risponderà. Come la spiegate voi questa storia: fino a che c’è stato Calabrese nella gestione del Castello, di questa morosità e dei mancati versamenti delle percentuali sugli eventi dovute al Comune non se ne parlava, ed ora invece, come mai giornali e dirigenti la rendono pubblica?

Giusto per capire se è una coincidenza.

GdD